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Quel coso che vorrebbe essere un Pulcinella ma sembra tutt’altro

Io e l’arte contemporanea viaggiamo su due rette parallele che non si incontrano mai. Sebbene ci siano opere che suscitano in me interesse e alcune mi piacciano pure, ce ne sono altre che mi lasciano perplesso.

Mi sembrano fatte da chi le realizza per far parlare di se più che dell’opera. Sbaglio? Forse, ma come diceva un certo Andreotti, a pensar male si fa peccato ma spesso ci s’indovina.

A Napoli è stato innalzato un cosone poco aggraziato dalla forma inequivocabile che ricorda un pisello alto 12 metri.

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Inaugurato ieri sera, l’artista che gli ha dato forma è Gaetano Pesce, un nome un destino mi verrebbe da pensare visto il soggetto dell’opera.

L’ha intitolato ‘Tu si ‘na cosa grande’. Grande lo è di sicuro e sfido chiunque ad aver avuto modo di osservare una forma fallica più voluminosa di quella.

Pesce è scomparso sei mesi fa a New York, la curatela dell’installazione è stata curata da Silvana Annichiarico.

C’è da aggiungere però che l’artista ha realizzato un progetto molto diverso da quello che poi è stato messo in piazza. La delicatezza dell’opera di Pesce niente ha a che fare con quel cosone equivoco. Il suo Pulcinella etereo non ha nulla della pesantezza dell’installazione.

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Per tentare di capire cosa posa essere secondo lo sguardo dell’artista c’è da leggere la didascalia insomma. Mi ritornano allora in mente le parole che ho sentito pronunciare dallo scultore contemporaneo Giuseppe Bergomi in una conferenza e che condivido.

Quando qualcuno gli chiede se potrà fare strada nel mondo dell’arte gli chiede sempre se conosce la storia dell’arte e se sa disegnare. Se risponde di no ha il successo in tasca. Tant’è.

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Insomma, il coso dovrebbe essere una rivisitazione dell’abito di Pulcinella con due cuori trafitti da una freccia.

E voi cosa pensate in merito? Attendo di leggere i vostri commenti. Io la mia a riguardo l’ho detta.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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Il rischio dell’omologazione: la mia intervista a Giordano Bruno Guerri per Lucca Times

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That thing that would like to be a Pulcinella but seems anything but

Contemporary art and I travel on two parallel lines that never meet. Although there are works that interest me and I even like some, there are others that leave me perplexed.

They seem to me to be made by those who create them to make people talk about themselves more than about the work. Am I wrong? Maybe, but as a certain Andreotti used to say, thinking badly is a sin but you often get it right.

In Naples, a large, not very graceful thing was erected with an unmistakable shape that resembles a 12-meter-high pea.

It was inaugurated yesterday evening and the artist who gave it shape is Gaetano Pesce, a name or a destiny I would think given the subject of the work.

He titled it ‘Tu si ‘na cosa grande’. It is certainly large and I challenge anyone to have had the opportunity to observe a phallic shape more voluminous than that.

Pesce passed away six months ago in New York, the installation was curated by Silvana Annichiarico.

It should be added, however, that the artist created a very different project from the one that was then put on display. The delicacy of Pesce’s work has nothing to do with that ambiguous big thing. His ethereal Pulcinella has nothing of the heaviness of the installation.

In short, the thing should be a reinterpretation of Pulcinella’s dress with two hearts pierced by an arrow.

And what do you think about it? I look forward to reading your comments. I’ve already said my piece.

For the moment, yours truly Michelangelo Buonarroti bids you farewell, making an appointment to see you in the next posts and on social media.

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1 commento »

  1. A mio parere all’arte astratta ci si arriva, sia come autori che come osservatori. Per esempio io ho compreso l’ultimo Picasso solo ripercorrendo il suo lungo viaggio artistico iniziando dalle opere giovanili. Naturalmente ci sono dettagli inarrivabili che solo l’autore potrebbe spiegare. Poi però altra arte moderna la vedo come una provocazione, tipo certe installazioni di Cattelan o altri che secondo me sviliscono la vera Arte. Dovrebbero coniare un’altra definizione, collocandola in un settore a sé, Riguardo al presunto Pulcinella lo vedo come un’ironica provocazione, é chiaro che il senso è quello di impattare sul facile commento, poi che ci sia una spiegazione recondita si tenterà di capirla. Certo che mi tengo stretti nel cuore altri artisti moderni come Mitoraj che sono passati attraverso la classicità per arrivare al linguaggio moderno. Ciao 😘

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  2. “Io e l’arte contemporanea viaggiamo su due rette parallele che non si incontrano mai.”
    Caro Michelangelo, siamo in due … e non dico altro per rispetto alla VERA, splendida, storica, classica, leggendaria arte, quella che rese la nostra nazione la culla mondiale della cultura.
    Sipario.

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