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L’affresco della Battaglia di Cascina: io contro Leonardo

Mentre Leonardo da Vinci già era impegnato a studiare la composizione della Battaglia di Anghiari, il gonfaloniere della Repubblica fiorentina Pier Soderini mi affidò la realizzazione dell’affresco con la Battaglia di Cascina.

Ora provate solo per un attimo a immaginarvi quelle due grandi opere in uno stesso ambiente, l’una dirimpetto all’altra: il lavoro di Leonardo sulla parete Ovest di quello che oggi è noto come Salone de’ Cinquecento a Palazzo Vecchio e il mio sulla parete opposta.

Un mio studio per la Battaglia di Cascina
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Due opere grandiose, l’una più bella dell’altra. Soderini non era uno stolto e sapeva bene che affidandoci la realizzazione di due lavori che sarebbero stati eternamente o quasi messi a confronto fra di loro, ciascuno di noi avrebbe dato il meglio di sé.

Il 22 settembre del 1504, poco dopo aver ultimato e inaugurato il David, mi fu concesso l’utilizzo di uno spazio all’interno dello Spedale dei Tintori per permettermi di lavorare al cartone in tutta tranquillità.

La copia della parte centrale della Battaglia di Cascina eseguita da Aristotile da Sangallo nel 1542, Holkham Hall di Norfolk
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“Item addi 22 settembre fu concessa per corpo d’arte a’ capitani di concedere alla Signoria e a Michelangelo Buonarroti dipintore la sala grande dello spedale durante el tempo de dicti capitani”.

Si pensa che lo spazio messo a mia disposizione avesse dimensioni notevoli, perlomeno di sette metri d’altezza per diciassette e mezzo di larghezza.

Mi fu necessario comprare un quantitativo non trascurabile di fogli di carta, da assemblare poi per creare il cartone, tanto grande quanto l’affresco da realizzare.

Studio della Battaglia di Cascina, Ashmolean Museum
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Alla fine d’ottobre ero già al lavoro disegnando sul cartone preparatorio, assemblato con la carta acquistata presso il cartolaio fiorentino Bartolomeo di Sandro.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

© Riproduzione riservata

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The fresco of the Battle of Cascina: me against Leonardo

While Leonardo da Vinci was already busy studying the composition of the Battle of Anghiari, the Gonfaloniere of the Florentine Republic Pier Soderini entrusted me with the creation of the fresco of the Battle of Cascina.

Now just try for a moment to imagine those two great works in the same room, one opposite the other: Leonardo’s work on the west wall of what is now known as the Salone de’ Cinquecento in Palazzo Vecchio and mine on the opposite wall.

Two great works, one more beautiful than the other. Soderini was not a fool and knew well that by entrusting us with the creation of two works that would be eternally or almost eternally compared to each other, each of us would give the best of ourselves.

On September 22, 1504, shortly after completing and inaugurating the David, I was granted the use of a space inside the Spedale dei Tintori to allow me to work on the cartoon in complete tranquility.

The copy of the central part of the Battle of Cascina by Aristotile da Sangallo in 1542, Holkham Hall in Norfolk
“Item addi 22 settembre fu concessista per corpo d’arte a’ capitani di concedere alla Signoria e a Michelangelo Buonarroti pittoriere la sala grande dello spedale durante el tempo de dicti capitani”.

It is thought that the space made available to me was considerable in size, at least seven meters high by seventeen and a half wide.

I had to buy a not inconsiderable quantity of sheets of paper, to then assemble to create the cartoon as large as the fresco would later be.

At the end of October I was already working on the preparatory cartoon made with the paper purchased from the Florentine stationer Bartolomeo di Sandro.

For the moment, yours truly Michelangelo Buonarroti bids you farewell, making an appointment to see you in the next posts and on social media.

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