19 gennaio 1518: ecco quando firmai il contratto per la facciata della Basilica di San Lorenzo
Era il 19 gennaio del 1518 quando firmai il contratto per la realizzazione della facciata della basilica di San Lorenzo, a Firenze.
“Sia manifesto a qualunque persona come hoggi, questo dì XIX gennaio MDXVIII la Santità di Nostro Signore, papa Leone X, ha allogato a Michelangniolo di Lodovico di Bonarroto Simoni, sculptore fiorentino, el quale così accepta, lo edifitio o nova fabbrica et muramento della faccia di S.to Lorenzo di Firenze, ne’ modi et patti che disotto si diranno…”
Stando a quanto sottoscritto, avrei dovuto portarla a termine in un tempo di 8 anni per un compenso pattuito di 40mila ducati d’oro larghi.
“Io Michelangiolo di Lodovico Simoni, sopradecto, son chontento a quanto in questa scricta si chontiene e per fede di ciò mi son soctosschricto di mia mano propria, in Roma, questo sopra decto”
In un primo momento papa Leone X mi aveva affidato solo il compito di sovrintendere alla decorazione scultorea mentre il Sansovino avrebbe dovuto occuparsi delle architetture.
Nel 1516 però le discussioni tra me e il Sansovino che stava facendo eseguire un modello ligneo da Baccio D’Agnolo oggi andato perduto, si fecero sempre più accese.
Presentai poi il progetto per la facciata al papa nel dicembre del 1516 e lui, dopo diverse vicissitudini, mi affidò la commissione per intero.
Leone X m’aveva di fatto obbligato ad andare a cercare i marmi che servivano nelle cave di Seravezza, allora sotto la giurisdizione di Pietrasanta.
L’Arte della Lana di Firenze che sottostava ai voleri della casata Medici e in particolare dell’allora cardinale Giulio, futuro papa Clemente VII, disponeva della proprietà delle cave di quel territorio, perché se ne era appropriata mediante una donazione assai coercitiva, imposta ai paesi della zona.
Andare a cavare marmi in quei luoghi mi logorò fisicamente e mentalmente. Mi dovevo far carico di realizzare anche la strada che dalle cave potesse raggiungere il mare per poi imbarcare i marmi estratti e spedirli via mare e poi via Arno fino a dove era navigabile.
Il 18 Aprile 1518 scrissi una lettera al mi’ fratello Bonarroto nella quale gli spiegavo tutta la mia delusione e l’intenzione di tornarmene in quel di Carrara: “…monterò subito a cavallo e anderò a trovare el cardinale dei Medici e al papa e dirò loro el fatto mio e qui lascerò l’impresa e ritornerommi a Carrara, chè son pregato come si prega Cristo…“.
Quando le cose poco a poco iniziavano a farsi meno complesse e finalmente riuscivo a vedere qualche risultato tangibile dopo tante tribolazioni, papa Leone X decise di sciogliere quel contratto procurandomi una delusione non da poco, compensata poi con la commissione della Sagrestia Nuova.
“Non gli mecto ancora a conto il modello di legname della facciata detta, che io gli mandai a Roma; non gli mecto ancora a conto il tempo di tre anni che i’ ò perduti in questo; non gli mecto a conto che io sono rovinato per detta opera di San Lorenzo; non gli metto a conto il vituperio grandissimo de l’avermi condotto qua per far detta opera, e poi tòrmela ….. non gli mecto a conto la perdita»
Fatto sta che ancora oggi la Basilica di San Lorenzo a Firenze mostra la sua controfacciata, priva dei rivestimenti marmorei.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
January 19, 1518: that’s when I signed the contract for the facade of the Basilica of San Lorenzo
It was January 19, 1518 when I signed the contract for the construction of the facade of the Basilica of San Lorenzo in Florence.
“Let it be clear to anyone that today, this 19th January MDXVIII, the Holiness of Our Father, Pope Leo face of S.to Lorenzo of Florence, in the ways and agreements that will be explained below…”According to what I signed, I should have completed it in a period of 8 years for an agreed compensation of 40 thousand large gold ducats.
“I, Michelangiolo di Lodovico Simoni, mentioned above, am satisfied with what is contained in this writing and in faith of this I have written with my own hand, in Rome, the above mentioned”
At first Pope Leo lost, became increasingly heated.
I then presented the project for the façade to the Pope in December 1516 and he, after several vicissitudes, entrusted me with the entire commission. Leo the jurisdiction of Pietrasanta.
The Wool Guild of Florence, which was subject to the wishes of the Medici family and in particular of the then Cardinal Giulio, future Pope Clement VII, had ownership of the quarries in that territory, because it had appropriated them through a very coercive donation, imposed on the countries in the area.
Going to quarry marble in those places wore me out physically and mentally. I also had to take care of building the road that could reach the sea from the quarries and then ship the extracted marbles and send them by sea and then via Arno to where it was navigable.
On 18 April 1518 I wrote a letter to my brother Bonarroto in which I explained to him all my disappointment and my intention to return to Carrara: “…I will immediately mount my horse and go to visit the Medici Cardinal and the Pope and I will tell theirs is my business and here I will leave the enterprise and return to Carrara, because I am prayed for as one prays to Christ…”.
When things gradually began to become less complex and I was finally able to see some tangible results after so many tribulations, Pope Leo
“I have not yet given him credit for the wooden model of the aforementioned façade, which I sent him to Rome; I still don’t take into account the three years I lost in this; I don’t tell him that I am ruined by the said work of San Lorenzo; I don’t count to him the enormous shame of having brought me here to do said work, and then taking it away from me… I don’t count the loss to him”
The fact is that even today the Basilica of San Lorenzo in Florence shows its counter-façade, without the marble coverings.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you and will meet you in future posts and on social media.

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