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Stanza Segreta: ecco perché i disegni a carbone si sono conservati così bene

Con l’apertura della Stanza Segreta al pubblico e la circolazione in rete delle foto dei disegni a carbone che tracciai sulle pareti e sulla volta a botte, in molti mi hanno domandato come hanno fatto a conservarsi così bene: accomodatevi che ve lo racconto per filo e per segno.

I disegni sono quasi tutti tracciati con pezzi di legno carbonizzati e a volte il tratto nero diventa un po’ più marroncino, segno che il legno in quel punto non era stato ben bruciato. C’è anche la presenza di qualche disegno tracciato in rosso per il quale usai terra ferrosa resa più maneggiabile adoperandola in bastoncini resi tali grazie all’utilizzo della cera.

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Solo nel caso del Profilo di una testa femminile riconducibile alla Leda, scelsi un colore bruno steso a pennello mentre per realizzare le altre sfumature, utilizzavo un canovaccio oppure le dita.

Le analisi chimiche su questi due differenti tipologie di colore vennero fatte nel 1975 da Mauro Matteini, all’epoca chimico dell’Opificio delle Pietre Dure.

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Orbene, come hanno fatto dunque a resistere nei secoli questi segni, rimanendo leggibili a quasi cinquecento anni di distanza in un ambiente reso umido dalla presenza del pozzo e dopo l’alluvione del 1966 che interessò anche questo ambiente?

La Stanza Segreta poi era stata adoperata in passato anche come carbonaia quindi potete immaginarvi lo stato in cui versava.

Il segreto sta tutto in una carbonatazione inconsapevole. Inconsapevole perché chi provvide a imbiancare le pareti coprendo i disegni con uno strato di calce molto diluito salvò quei disegni.

Senza saperlo avviò il processo chimico della carbonatazione rendendo insolubili e durevoli quelle mie opere. E’ lo stesso processo chimico che rende gli affreschi così resistenti allo scorrere del tempo.

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Inoltre i disegni, trovandosi al di sotto dell’intonaco, rimasero protetti dall’acqua e dal fango portati dalla piena dell’Arno. Quando poi lo strato superficiale fu rimosso a bisturi, tornarono alla luce anche muffe e tracce nere lasciate dalle torce di cera posizionate a distanza ravvicinata alle pareti.

Il restauro delle pareti fu lungo e complesso ma i miei disegni avevano resistito in modo straordinario allo scorrere del tempo.

Il mio alter ego Antonietta Bandelloni
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Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

A proposito, QUA trovate le modalità di accesso alla Stanza Segreta e i recapiti per prenotare. Affrettatevi peché i posti disponibili stanno andando a ruba.

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Secret Room: this is why charcoal drawings have been preserved so well

With the opening of the Secret Room to the public and the circulation online of the photos of the charcoal drawings that I traced on the walls and on the barrel vault, many have asked me how they managed to be preserved so well. Sit back and I’ll tell you in detail.

The drawings are almost all drawn with charred pieces of wood and sometimes the black line becomes a little more brownish, a sign that the wood in that point had not been well burned. There is also the presence of some drawings traced in red for which I used ferrous earth made more manageable by using it in sticks made so thanks to the use of wax.

Only in the case of the Profile of a female head attributable to Leda, I used a brown color applied with a brush while to create the other shades, I used a canvas or fingers.

The chemical analyzes on these two different types of color were carried out in 1975 by Mauro Matteini, chemist at the Opificio delle Pietre Dure at the time.

Now, how have these signs managed to resist over the centuries, remaining legible almost five hundred years later in an environment made humid by the presence of the well and after the flood of 1966 which also affected this environment?

The Secret Room had also been used in the past as a charcoal pit so you can imagine the state it was in.

The secret lies in an unconscious carbonation. Unaware because whoever whitewashed the walls by covering the drawings with a very diluted layer of lime saved those drawings. Without knowing it, he started the chemical process of carbonation, making those works of mine insoluble and durable.

It is the same chemical process that makes frescoes so resistant to the passage of time.

Furthermore, the drawings, being underneath the plaster, remained protected from the water and mud brought by the flood of the Arno. When the surface layer was then removed with a scalpel, mold and black traces left by the wax torches positioned close to the walls also came to light.

The restoration of the walls was long and complex but my drawings had resisted the passage of time in an extraordinary way.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you and will meet you in future posts and on social media.

By the way, HERE you will find the methods of accessing the Secret Room and the contact details for booking. Hurry because available places are going fast.

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