Non è cosa saggia ridere quando tutto il mondo piange
“L’uomo non de’ ridere quande ‘l mondo tucto piange“, scrissi in una lettera al Vasari da Roma il 31 marzo del 1554 facendo riferimento al mi nipote Lionardo.
Il Vasari nella precedente carta m’aveva raccontato la nascita del figlio di Lionardo e Cassandra. I coniugi si erano dati alla pazza gioia con grandi festeggiamenti. Per carità, la nascita di una nuova vita è sempre una gioia ma esagerare con sfarzose celebrazioni per me non era concepibile.
Il nuovo nato, motivo di felicità per il mi nipote Lionardo era il primogenito Buonarroto.
Il secondo figlio, battezzato con il nome di Michelangelo, sarebbe nato dopo la mia morte, nel 1568. Fu proprio lui a volermi dedicare una casa onorevole a Firenze che iniziò a costruire a partire dal 1612 ed è Casa Buonarroti, tutt’oggi potete visitare a Firenze, al numero 70 di Via Ghibellina.
Sapete, nei mesi precedenti il mi nipote Lionardo mi aggiornava sull’andamento della gravidanza e mi chiese consiglio anche sul nome da dare al nascituro. “Circa al por nome a’ figliuoli che tu aspecti, a me parrebbe che tu rifacessi tuo padre, e se è femina nostra madre, cioè Buonarroto e Francesca”, gli scrissi. Quando infatti in primogenito venne alla luce, Lionardo e Cassandra non ebbero dubbi nel chiamarlo Buonarroto.
A seguire vi riporto la lettera integrale che il Vasari mi scrisse in occasione della nascita del pronipote.
Roma 31 Marzo del 1554
Messer Giorgio amico caro, io ò avuto grandissimo piacere della vostra, visto che pure ancora vi ricordate del povero vechio, e più per esservi trovato al trionfo che mi scrivete d’aver visto rinnovare un altro Buonarroto, del quale aviso vi ringratio quanto so e posso; ma ben mi dispiace tal pompa, perché l’uomo non de’ ridere quande ‘l mondo tucto piange.
Però mi pare che Lionardo abbi molto poco giudicio, e massimo per far tanta festa d’uno che nasce, con quella allegrezza che s’à a serbare a la morte di chi è ben vissuto. Altro non m’achade.
Vi ringratio sommamente dell’amor che mi portate, benché io no ne sia degnio. Le cose di qua stanno pur così. A dì non so quanti d’aprile 1554.Vostro Michelagniolo Buonarroti in Roma.Al mio caro amico messer Giorgio Vasari in Fiorenza.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
It’s not wise to laugh when the whole world is crying
“Man must not laugh when the whole world cries”, I wrote in a letter to Vasari from Rome on March 31, 1554, referring to my nephew Lionardo.
Vasari in the previous paper had told me about the birth of the son of Lionardo and Cassandra. The spouses had given themselves to mad joy with great celebrations. For heaven’s sake, the birth of a new life is always a joy but exaggerating with lavish celebrations was not conceivable for me.
The new born, a source of happiness for my nephew Lionardo was the eldest son Buonarroto.
The second son, baptized with the name of Michelangelo, would have been born after my death, in 1568. It was he who wanted to dedicate an honorable house to me in Florence which he began to build starting from 1612 and it is Casa Buonarroti, you can still visit it today in Florence, at number 70 of Via Ghibellina.
You know, in the previous months my nephew Lionardo updated me on the progress of the pregnancy and also asked me for advice on the name to give to the unborn child. “As regards naming the children you are expecting, it would seem to me that you were referring to your father, and if he is a woman, our mother, that is, Buonarroto and Francesca,” I wrote to him. In fact, when the eldest son was born, Lionardo and Cassandra had no doubts in calling him Buonarroto.
Below I report the complete letter that Vasari wrote me on the occasion of the birth of his great-grandson.
Roma 31 Marzo del 1554
Messer Giorgio amico caro, io ò avuto grandissimo piacere della vostra, visto che pure ancora vi ricordate del povero vechio, e più per esservi trovato al trionfo che mi scrivete d’aver visto rinnovare un altro Buonarroto, del quale aviso vi ringratio quanto so e posso; ma ben mi dispiace tal pompa, perché l’uomo non de’ ridere quande ‘l mondo tucto piange.
Però mi pare che Lionardo abbi molto poco giudicio, e massimo per far tanta festa d’uno che nasce, con quella allegrezza che s’à a serbare a la morte di chi è ben vissuto. Altro non m’achade.
Vi ringratio sommamente dell’amor che mi portate, benché io no ne sia degnio. Le cose di qua stanno pur così. A dì non so quanti d’aprile 1554.Vostro Michelagniolo Buonarroti in Roma.Al mio caro amico messer Giorgio Vasari in Fiorenza.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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