Quando all’Aldovrandi leggevo Dante, Petrarca e Boccaccio
Bologna, ottobre 1493.
Il primo impatto con la città non fu dei migliori. Mi ritrovai nell’Ufficio delle Bollette a discutere con gli ufficiali che volevano farmi una multa salatissima per non essermi fatto fare il sigillo di ceralacca sull’unghia del pollice.
Non è che non me l’ero voluta far fare: non avevo idea che per entrare in città era necessario farsi marchiare in quel modo che a me ricordata tanto la bruciatura del pelo che facevano sulle chiappe delle vacche.
Ma chi ce l’aveva tutte quelle palanche? I signori forse ma non io. Venne allora in mio soccorso un gentiluomo bolognese: Giovan Francesco Aldovrandi. Si fece carico di pagare quell’onerosa spesa e mi offrì ospitalità in casa sua.
L’Aldovrandi era stato precedentemente il podestà di Firenze nel 1488 e a Bologna aveva avuto importanti incarichi diplomatici per conto di Giovanni II Bentivoglio.
A casa sua c’era un’enorme biblioteca e fra tutti quei libri amavo perdermi. Leggevo a più non posso quello che trovavo di mio interesse e a volte stavo lì dentro giornate intere senza mettere fuori il naso.
L’Aldovrandi, notando l’interesse che avevo per quei preziosi libri, mi invitò a leggergli a voce alta i versi di Dante, Petrarca e le novelle del Boccaccio.
Gli garbava ascoltarmi e adorava sentire quei testi letti con l’accento fiorentino. A volte lo vedevo incuriositi, a tratti divertito mentre in alcuni passaggi mi capitò pure di vederlo sottecchi sbadigliare a bocca spalancata.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
When I read Dante, Petrarca and Boccaccio at the Aldovrandi
Bologna, October 1493. The first impact with the city was not the best. I found myself in the Bills Office arguing with the officers who wanted to give me a hefty fine for not having a wax seal made on my thumbnail.
It’s not that I hadn’t wanted to have it done: I had no idea that to enter the city it was necessary to be branded in that way which reminded me so much of the burning of the fur they did on the buttocks of the cows.
But who had all those bars? Gentlemen maybe but not me. Then a Bolognese gentleman came to my rescue: Giovan Francesco Aldovrandi. He took charge of paying that onerous expense and offered me hospitality in his home.
Aldovrandi had previously been the podestà of Florence in 1488 and in Bologna he had held important diplomatic positions on behalf of Giovanni II Bentivoglio.
At his house there was a huge library and I loved getting lost among all those books. I read as much as I could what I found of interest to me and sometimes I stayed in there for whole days without sticking my nose out.
Aldovrandi, noticing the interest I had in those precious books, invited me to read aloud to him the verses of Dante, Petrarch and the stories of Boccaccio.
He liked listening to me and he loved hearing those texts read with the Florentine accent. Sometimes I saw him curious, sometimes amused while in some passages he even happened to see him yawning with his mouth wide open.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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effettivamente farsi marchiare come un capo di bestiame…
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visto con gli occhi di oggi appare assai strano, si
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oggi si fa pagare la tassa d’entrata ( vedi Venezia)
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già 😦
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