Principi e re bramavano cose di mano mia
Fin dai primi anni in cui iniziai a realizzare opere su commissione, fui letteralmente inondato da richieste di lavoro.
Non erano pochi quelli che si sarebbero accontentati di ricevere un piccolo disegno, una tavoletta dipinta o qualsiasi altra cosa di mia mano.
Il Duca Alfonso d’Este di Ferrara, il re di Francia Francesco I e finanche il cardinale Domenico Grimani attesero anni sperando di poter mettere le mano su qualcosa di mio.
Addirittura il cardinale Grimani aveva depositato un anticipo di cinquanta ducati sul mio conto pur di invogliarmi a produrre qualcosa per lui in bronzo, in marmo o in pittura.
Pietro Aretino, il noto flagello dei principi, mi tartassò di lettere nel tentativo di ottenere un disegno seppur piccolo ma nulla mi estorse. I disegni li regalavo a chi volevo bene e lui non godeva certo della mia stima.
Per vendetta da Venezia si scagliò contro i nudi del Giudizio Universale senza nemmeno aver avuto modo di vederlo di persona.
“quando gli fu chiesto da un numero crescente di signori e di ricchi per qualcosa di sua mano, e hanno dato promesse sontuose, lo faceva di rado»
Condivi
Non mi sentivo affatto obbligato nel tentare di accontentare tutti: che se ne facessero una ragione. Di tempo da perdere non ne avevo e quando mi capitava di ritagliare un po’ di tempo per me, facevo quello che volevo e non quello che gli altri avrebbero voluto facessi.
Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti quotidiani.
Princes and kings coveted things from my hand
From the first years in which I began to create works on commission, I was literally inundated with job requests.
There were not a few who would have been satisfied with receiving a small drawing, a painted tablet or anything else by my hand.
Duke Alfonso d’Este of Ferrara, the King of France Francis I and even Cardinal Domenico Grimani waited years hoping to be able to get their hands on something of mine.
Even Cardinal Grimani had deposited an advance of fifty ducats on my account in order to entice me to produce something for him in bronze, marble or painting.
Pietro Aretino, the well-known scourge of princes, harassed me with letters in an attempt to obtain a drawing, albeit small, but nothing extorted me. I gave the drawings to those I loved and he certainly didn’t enjoy my esteem.
“When he was asked by an increasing number of gentlemen and the wealthy for something from his hand, and they gave lavish promises, he seldom did it»
Condivi
I didn’t feel at all obligated to try to please everyone: let them get over it. I didn’t have any time to waste and when I happened to carve out some time for myself, I did what I wanted and not what others would have wanted me to do.
Your always Michelangelo Buonarroti with his daily stories.

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