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La rimozione dei cristalli blindati alla Galleria dell’Accademia

In questo periodo alla Galleria dell’Accademia sono in corso diversi rinnovamenti. Dopo i lavori di ristrutturazione, manutenzione, riallestimento, illuminazione e climatizzazione della Sala del Colosso che accoglie fra le diverse opere il modello originale del Ratto delle Sabine in terra cruda policroma, adesso sono in corso i lavori per creare la nuova illuminazione a LED delle opere presenti nel Corridoio dei Prigioni e del David.

Se alcuni lavoro che sono in corso d’opera e altri già realizzati mi sembrano ottimi, su un intervento in particolare avrei da ridire qualcosuccia.

Le opere del Corridoio dei Prigioni e il David con i tubolari, senza più cristallo anti-proiettili. Foto di Guido Cozzi
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Recentemente sono stati rimossi i cristalli blindati posti dal 1992 alla base dei Prigioni, del San Matteo, della Pietà Palestrina realizzata da chissà chi e del David a vantaggio di nuovi distanziatori in metallo. Una scelta ovviamente estetica migliore ma che a mio avviso va a discapito della sicurezza delle opere.

Sapete, fu deciso di posizionare quei cristalli antri-proiettili all’indomani dell’attentato che subì il David il 14 settembre del 1991. Ve lo ricordate?

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La prima opera che si pensò di proteggere da gesti come questo fu proprio il David, con un parallelepipedo di cristallo blindato alto circa due metri che fino a non molti giorni fa circondava la base dell’opera.

Collocato a distanza di 80 centimetri dalla base, il cristallo costituiva una barriera fisica per evitare che qualcuno potesse avvicinarsi troppo all’opera. Prima di quell’installazione a protezione dell’opera, il David aveva proprio una balaustra in ottone che risultò non essere sufficiente alla luce di quel 14 settembre.

I Prigioni, il San Matteo e il David con i cristalli blindati
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Già allora si temeva che nascessero forti polemiche per l’installazione dei cristalli per l’effetto estetico finale. L’allora sovrintendente del Polo Museale Fiorentino Paolucci ne parlò in questi termini “La balaustra d’ ottone non è più sufficiente. Qualcuno potrebbe tentare di imitare Cannata. In questa vicenda è diventato popolare sia l’ autore sia il gesto”.

Sapete quanto costarono alla collettività quei cristalli?

Circa 100milioni di lire e adesso vengono smantellati così ritornando ai vecchi sistemi di protezione che a quanto pare protessero ben poco in occasione dell’attentato del 14 settembre 1991. La ditta incaricata di eseguire i lavori fu la Goppion, un’azienda specializzata nel settore che ha la sua sede principale a Trezzano sul Naviglio, vicino Milano.

Bellezza a discapito della sicurezza? Non lo so ma me lo domando. Qual è il giusto equilibrio e soprattutto perché demolire un lavoro costato così tanto alla collettività che proteggeva le opere in modo più adeguato? Che sarebbe successo se qualche giorno fa la Gioconda presa di mira da un tale che le ha lanciato una torta alla panna non avesse avuto il cristallo?

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Proteggere tutto il patrimonio artistico in quel modo è impensabile però ecco, non trovo un senso nel rimuovere le protezioni che già ci sono

Sconsolato e a testa bassa il vostro Michelangelo Buonarroti per il momento vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

The removal of the armored windows at the Accademia Gallery

During this period, several renovations are underway at the Galleria dell’Accademia. After the renovation, maintenance, rearrangement, lighting and air conditioning of the Sala del Colosso which houses among the various works the original model of the Rape of the Sabines in polychrome raw earth, work is now underway to create the new LED lighting of the works. present in the Corridor of Prisons and of David.

If some works that are in progress and others that have already been completed seem excellent to me, I would have something to say about one intervention in particular.

The armored glass placed since 1992 at the base of the Prisons, the San Matteo, the Pietà Palestrina made by who knows who and the David have recently been removed to the advantage of new metal spacers. Obviously a better aesthetic choice but which in my opinion is to the detriment of the safety of the works.

You know, it was decided to place those bulletproof crystals in the aftermath of the attack that David suffered on September 14, 1991. Do you remember?

The first work that was thought to protect from gestures such as this was the David, with an armored crystal parallelepiped about two meters high which, until a few days ago, surrounded the base of the work.

Placed at a distance of 80 centimeters from the base, the crystal was a physical barrier to prevent anyone from getting too close to the work. Before that installation to protect the work, the David actually had a brass balustrade which turned out to be insufficient in the light of that September 14th.

Even then, there were fears that strong controversies would arise over the installation of the crystals for the final aesthetic effect. The then superintendent of the Polo Museale Fiorentino Paolucci spoke of it in these termsThe brass balustrade is no longer enough. Someone might try to imitate Cannata. Both the author and the gesture have become popular in this story “.

Do you know how much those crystals cost the community?

About 100 million lire and now they are being dismantled thus returning to the old protection systems that apparently protected very little during the attack of 14 September 1991. The company in charge of carrying out the work was Goppion, a company specialized in the sector that has its headquarters in Trezzano sul Naviglio, near Milan.

Beauty at the expense of safety? I don’t know but I wonder. What is the right balance and above all why demolish a job that cost so much to the community that protected the works in a more adequate way? What would have happened if a few days ago the Mona Lisa being targeted by a man who threw her a cream cake hadn’t had the crystal?

Protecting all the artistic heritage in that way is unthinkable but here, I find no sense in removing the protections that already exist.

Dejected and with his head down, your Michelangelo Buonarroti greets you for the moment, giving you an appointment for the next posts and on social networks.

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