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L’Italia non presti più le opere d’arte alla Russia

“È l’ora di usare le opere d’arte per la pace e non per questioni di prestigio”. Questo è quanto afferma Natali sulle pagine de La Nazione. Un punto di vista che condivido pienamente.

Lo storico dell’arte Antonio Natali che ha diretto la Galleria degli Uffizi dal giugno del 2006 al novembre del 2015 e ha lavorato nel medesimo museo ininterrottamente dal 1981 al 2016, mette nero su bianco che in questa situazione a dir poco drammatica ciascuno debba fare la sua parte.

Antonio Natali
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“Ci sarà chi sorride di questa misura, che da sola sarebbe come versare in mare un bicchiere d’acqua; ma da uomo che ha diretto gli Uffizi per una decina d’anni e che per trenta ha visto le istituzioni museali fiorentine contribuire considerevolmente all’esito felice di esposizioni a Mosca e a San Pietroburgo, posso assicurare che si tratterebbe di un isolamento culturale pesante e vergognoso per la Russia, specie se altri stati dell’Europa e americani si conterranno allo stesso modo”.

Quello che sta succedendo in questi giorni in Ucraina è vergognoso e, come afferma Natali “È il momento di contromisure e deterrenti. Senza nulla escludere. In questo contesto trovo che avrebbe un suo peso minacciare Putin che, se non recede presto dai suoi propositi scellerati, nei prossimi dieci anni l’Italia non presterà ai musei russi nessun opera dello Stato

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“I politici hanno per tanti anni considerato i nostri capi d’opera biglietti da visita per lo Stato italiano e di se stessi, prestandoli dove ci fosse da far brillare il nome del nostro Paese e, magari, quello loro personale. Ecco, è giunta l’ora di usare quei beni a favore della pace e dell’umanità sofferente”.

L’arte non è mai neutrale e come Natali stesso dice nell’articolo che ha scritto sulla Nazione, è il momento giusto di smettere di fare delle opere delle macchine finanziarie per far danari e che gli si riaffidi una missione educativa e formativa di coscienze più mature.

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Mi manca da morire Natali alla direzione degli Uffizi. Lo posso dire? E se non posso dirlo lo dico uguale. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e le considerazioni di Natali.

Italy no longer lends works of art to Russia

“It is time to use works of art for peace and not for matters of prestige”. This is what Natali says on the pages of La Nazione. A point of view that I fully share.

The art historian Antonio Natali who directed the Uffizi Gallery from June 2006 to November 2015 and worked in the same museum continuously from 1981 to 2016, puts pen to paper that in this dramatic situation, everyone must make the part of him.

“There will be those who smile of this size, which alone would be like pouring a glass of water into the sea; but as a man who directed the Uffizi for ten years and who for thirty saw the Florentine museums contribute considerably to the successful outcome of exhibitions in Moscow and St. Petersburg, I can assure you that it would be a question of a heavy and shameful cultural isolation for Russia, especially if other European and American states have the same relationship ”.

What is happening in Ukraine these days is shameful and, as Natali says, “It is time for countermeasures and deterrents. Without excluding anything. In this context, I find that it would have a weight to threaten Putin who, if he does not quickly withdraw from his nefarious intentions, in the next ten years Italy will not lend any State works to Russian museums “

“Politicians have for many years considered our heads of work to be business cards for the Italian state and for themselves, lending them wherever the name of our country and, perhaps, their personal name was to shine. Here, the time has come to use those goods in favor of peace and suffering humanity “.

Art is never neutral and as Natali himself says in the article he wrote about the Nation, it is the right time to stop making the works of financial machines to make money and to be entrusted with an educational and formative mission of more consciences. mature.

I miss Natali to death at the direction of the Uffizi. Can I tell? And if I can’t say it, I say it is the same. The always yours Michelangelo Buonarroti and the considerations of Natali.

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