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I banchi di lettura: proprio come il papa li voleva

Papa Clemente VII, raffinato intenditore d’arte e d’architettura, non mancava mai di dire la sua sul progetto della Biblioteca Medicea Laurenziana avendo il desiderio di veder messa a frutto un’idea che già era balenata in mente a suo zio Lorenzo de’ Medici.

Ebbene sì. Già Lorenzo il Magnifico aveva in mente di far costruire una biblioteca che potesse contenere la sua preziosa collezione di testi greci e latini.

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Nell’aprile del 1492, nella sua Villa di Careggi, prima di passare a miglior vita aveva espresso tre volontà ben precise come mise poi nero su bianco il Parenti nella Storia Fiorentina: “Avanti il suo morire affermò con li amici restarli di 3 cose desiderio: d’aver visto sano el figliuolo il suo cardinale, finite le logge allo edificio suo del Poggio, e fatta la libreria, quale greca e latina mirabile parava”.

Clemente VII anni dopo riuscì a compiere quella volontà testamentaria dello zio. Chissà, forse il fatto d’esser stato affidato alle cure di Antonio da Sangallo in giovanissima età, aveva permesso al papa Medici di sviluppare una sensibilità per l’architettura senza pari nei suoi predecessori sul trono di Pietro.

Mentre ero alle prese con il progetto della Biblioteca Medicea Laurenziana, ci tenne a farmi sapere mediante Sebastiano del Piombo che avrebbe voluto che i plutei, cioè i banchi di lettura, fossero realizzati in noce e che somigliassero assai ai banchi realizzati anni prima per San Marco, appellandoli come “quelli di Cosimo”

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Circha a li banchi, Nostro Signore vuole che siano tutti di noce schietto et non si cura da spendere tre fiorini più… pure che sono a la cosimesca, cioè che se asomigliarono a le opere del magnifico Cosimo.”

Sebastiano del Piombo in merito ai voleri di Cosimo VII circa i plutei della Biblioteca Medicea Laurenziana
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