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La Giuditta di Donatello

La Giuditta è un’imponente opera in bronzo, alta 2 metri e 36, realizzata dal grande Donatello poco prima di compiere i settant’anni, fra 1453 e il 1457.

Con questo capolavoro segnò di fatto l’avvio di una nuova epoca realizzando il primo complesso scultoreo a tre dimensioni dell’era moderna. Donatello, sebbene per motivi temporali non abbia avuto modo di conoscerlo di persona, fu fondamentale per me.

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Da lui tanto appresi non solo osservando le sue opere ma anche perché nel tempo in cui frequentavo il Giardino di San Marco, a insegnarmi i primi rudimenti della scultura c’era Bertoldo di Giovanni, allievo diretto del maestro Donatello.

La commissione e l’opera

La Giuditta e Oloferne venne commissionata probabilmente da Cosimo il Vecchio oppure potrebbe essere stato il figliolo Piero il Gottoso a chiedere a Donatello di realizzare quest’opera.

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Donatello nel realizzare il suo capolavoro mise in atto dei veri e propri stratagemmi per invitare l’osservatore a girargli attorno in modo tale da poter apprezzare ogni singolo dettaglio. Basta guardare infatti lo sfasamento fra il cuscino e la base oppure l’orientamento della testa della Giuditta e quello di Oloferne.

Basta dare un’occhiata veloce all’opera per rendersi conto che ha una classica forma a piramide con il vertice che culmina con la testa coperta della Giuditta. La fusione non fu realizzata in un unico pezzo ma in undici porzioni, per quello bisognerà attendere diversi decenni il Cellini con il suo Perseo.

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Gli spostamenti della Giuditta

Nel corso della sua esistenza la Giuditta è stata spostata più volte fino a quando, nel 1988, si decise di portarla al riparo dalle intemperie all’interno di Palazzo Vecchio, nella sala dei Gigli affrescata dal Ghirlandaio.

Un po’ ho a che fare anch’io con i suoi spostamenti. In un primo momento era stata posizionata nel giardino di Palazzo Medici di via Larga ma poi, dopo la seconda cacciata dei medici del 1495, fu traslocata dove oggi troneggia la copia del David, dinnanzi a Palazzo Vecchio.

Si decise di muoverla ancora una volta per lasciare il posto al mio David nel 1504 e fu sistemata al riparo sotto la Loggia dell’Orcagna.

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Il libro

Se volete conoscere meglio sia il gruppo della Giuditta e Oloferne che il restauro che è stato condotto sull’opera, vi consiglio appassionatamente il libro “Donatello e il restauro della Giuditta” di Dolcini che trovate QUA.

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Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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Donatello’s Judith

The Judith is an imposing bronze work, 2 meters and 36 meters high, created by the great Donatello shortly before he was seventy, between 1453 and 1457.

With this masterpiece he effectively marked the start of a new era by creating the first three-dimensional sculptural complex of the modern era. Donatello, although for temporal reasons he did not have the opportunity to meet him in person, he was fundamental for me.

I learned so much from him not only by observing his works but also because in the time I was attending the Garden of San Marco, Bertoldo di Giovanni, a direct student of the master Donatello, was teaching me the first rudiments of sculpture.

The commission and the work

Judith and Holofernes was probably commissioned by Cosimo the Elder or it could have been his son Piero il Gottoso who asked Donatello to carry out this work.

Donatello in creating his masterpiece put in place real tricks to invite the observer to walk around him in such a way as to be able to appreciate every single detail. In fact, just look at the displacement between the cushion and the base or the orientation of the head of Judith and that of Holofernes.

Just take a quick look at the work to realize that it has a classic pyramid shape with the apex culminating in the covered head of the Judith. The fusion was not made in a single piece but in eleven portions, for which Cellini with his Perseus will have to wait several decades.

The movements of the Giuditta

During its existence, the Giuditta was moved several times until, in 1988, it was decided to take it away from the elements inside Palazzo Vecchio, in the Sala dei Gigli frescoed by Ghirlandaio.

I have a little to do with his movements too. At first it was placed in the garden of Palazzo Medici in via Larga but then, after the second expulsion of the doctors in 1495, it was moved where today the copy of David stands in front of Palazzo Vecchio.

It was decided to move it once again to make way for my David in 1504 and it was placed under the shelter of the Loggia dell’Orcagna.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks.

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