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Palazzo Pfanner a Lucca

In una calda estate come questa, non c’è niente di meglio che trovare refrigerio negli splendidi giardini delle ville della lucchesia fra sculture allegoriche e i giochi d’acqua delle loro fontane.

Le ville monumentali lucchesi sono circa 300 e vennero edificate fra il XV e il XIX secolo. La maggior parte dislocate sulle colline che circondano Lucca, si estendono verso i territori di Firenze e Pistoia.

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Palazzo Bernardini, la Villa Reale di Marlia, Palazzo Torrigiani, Villa Lazzareschi, Palazzo Rocchi, Villa Terzi, Villa Oliva sono solo alcune di queste dimore ubicate al di fuori delle antiche mura cittadine. Nel cuore di Lucca è possibile visitare Palazzo Pfanner, una preziosa dimora con giardino che ha fatto da set per i film Il marchese del Grillo di Monicelli con Alberto Sordi e Ritratto di Signora con Nicole Kidman e John Malkovich.

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“Sulle colline ben coltivate, che circondano da ogni lato la fertile pianura lucchese, sono sparse tra vigne e oliveti le amene ville delle famiglie patrizie”, distribuite su un territorio “intorno a Lucca [che] per sei miglia, dal piano e fino alla metà delle colline, si sviluppa verso quello fiorentino”

Georg Christoph Martini
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La storia

La storia di Palazzo Pfanner ha inizio nel 1660 quando la famiglia lucchese di mercanti Moriconi commissionò la sua costruzione. Di lì a poco però, nel 1860, furono travolti da un disastroso fallimento e furono costretti dalle circostanze a vendere il proprio gioiello architettonico ai Controni.

I Controni erano dei ricchi mercanti di seta che erano riusciti ad arrivare al rango nobiliare grazie ai propri floridi commerci. Vollero ampliare il palazzo facendo progettare l’ampio scalone tutt’oggi presente probabilmente all’architetto di Lucca Domenico Martinelli.

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Fu sempre la famiglia Controni nei primi anni del Settecento a commissionare con molta probabilità all’architetto Filippo Juvarra la sistemazione del giardino posizionato sul retro del Palazzo e la realizzazione degli affreschi negli interni e sulla volta dello scalone monumentale a maestranze locali.

I birrai Pfanner

Il nome del palazzo si intreccia indissolubilmente a quello del mastro birraio austriaco Felix Pfanner a metà dell’Ottocento.

Nel 1846 infatti installò proprio qui una delle prime birrerie italiane e acquistò progressivamente il palazzo e il giardino. La produzione e la mescita di birra fu chiusa nel 1929 ma tutt’oggi l’edificio appartiene alla famiglia Pfanner che, dal 1995, ha aperto le porte al pubblico.

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Il giardino di Palazzo Pfanner

Come accennato prima, il progetto del giardino è attribuibile a niente meno che al celebre architetto messinese Filippo Juvarra, uno dei principali esponenti del barocco che lavorò a lungo alla corte dei Savoia a Torino.

Il fulcro del giardino è la vasca ottagonale che si trova nel punto dell’intersezione dei due viali centrali.

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Ci si ritrova a passeggiare rinfrescati dallo scrosciare dell’acqua osservati a vista dalle sculture settecentesche di dei dell’Olimpo e le allegorie delle quattro stagioni.

Il cortile di Palazzo Pfanner pare costruito per ospitare spettacoli, con la sua scalinata da teatro e l’atrio dal soffitto a volta che sfuma in lontananza nella piacevole vista di un fresco giardino verdeggiante.

André Suarès 1868-1948
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Il percorso esterno è reso più vivace dal colore delle ortensie in fiore, dal profumo degli agrumi e dai due storici folti boschetti di canne di bambù.

Completano il giardino una grande varietà di piante ornamentali, imponenti pini secolari, magnolie e palmizi.

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Begonie, camelie, gerani fioriti in quantità e il centinaio di grandi conche in terracotta con le piante di limone decorano i lati dei vialetti centrali.

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Gli interni di Palazzo Pfanner

Per arrivare al piano nobile di Palazzo Pfanner si sale lo scalone in pietra serena con le volte affrescate nei primi anni del settecento da Bartolomeo de Santi e Lorenzo Castellotti.

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L’elegante salone principale fu affrescato attorno al 1720 da Pietro Paolo Scorsini e regala all’ambiente un’amplificazione degli spazi con una raffinata illusione prospettica.

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Procedendo nelle varie sale ci si trova all’interno del salottino da tè nel quale sono esposti in modo permanente gli strumenti medici e i testi che appartennero al chirurgo nonché sindaco di Lucca Pietro Pfanner, vissuto a cavallo dell’Ottocento e del Novecento.

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La cucina è un vero gioiello e ripropone tutta quella attrezzatura tipica delle case toscane ricche di un tempo. Anche la nonna del mio alter ego che ricca non era per nulla aveva alcuni oggetti che ho ritrovato qua, anche se in numero assai minore e con segni di usura assai più evidenti.

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Se venite a Lucca non perdete l’occasione di visitare Palazzo Pfanner ubicato nel centro storico della città. Un’oasi di pace in mezzo ai vicoli talvolta chiassosi per rinfrescarsi in mezzo al verde.

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Orari e Biglietti

Palazzo Pfanner si trova al numero 33 di Via degli Asili, a Lucca. Apre tutti i giorni al pubblico dalle 10:00 alle 18:00. Il biglietto di ingresso valido solo per il giardino costa 4,50 Euro mentre quello valido per il giardino e il palazzo costa 6,5 Euro.

I bambini con età inferiore ai 12 anni entrano gratis.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui socil.

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