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Cristo di Santo Spirito: il legno trasformato in carne viva

Era da poco morto Lorenzo il Magnifico quando il giovane Michelangelo non ancora ventenne si accinse a scolpire un Crocifisso di legno, che si posa-sopra il mezzo tondo dell’altare maggiore, a compiacenza del priore il quale gli diede comodità di stanze”, Giorgio Vasari.

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Il Cristo, alto un metro e trentanove centimetri che scolpii a soli 19 anni, ha un incarnato livido quasi trasparente.

I capelli li feci modellando un impasto di mestica a stucco e stoppa. Talmente son definiti tanto da che paion morbidi come quelli veri. In corrispondenza del pube, al centro del petto e sotto le ascelle, dipinsi la leggera peluria tipica di un ragazzo qualsiasi di quattordici anni.

Le gocce di sangue rigano il volto del Cristo crocifisso a partire dalla zona della fronte, martoriata dalla corona di spine. Un tempo il Cristo mio aveva sia la la corona di spine che probabilmente il panno a coprirgli il pube ma andarono perduti nel corso dei secoli.

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Ogni piega della carne è perfetta: i dettagli delle ginocchia, dei gomiti e delle dita, anche se ne mancano alcune o parte di esse, lasciano sbalorditi per la loro correttezza anatomica. Insomma, mi venne proprio bene questo Cristo.

È difficile rimanere indifferenti dinnanzi al Crocifisso di Santo Spirito. Come disse la Lisner “ Talmente vivo che risponde a tutti i giochi di luce”.

Diedi al Cristo un’espressione dolcissima. Il suo naso è paragonabile a quello che avranno poi la Vergine e il Cristo della Pietà Vaticana.

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La prima sensazione che si ha trovandosi di fronte a questa opera è quella di voler salire fino ai piedi della Croce, abbracciare il Cristo, togliere i chiodi e scenderlo da lì per vedere se ancora respira, se ancora ha qualche possibilità di tornare a vivere.

Nella compostezza del corpo c’è la straziante verità del fatto storico. L’unica cosa che fa trattenere lo spettatore dal salir fin lassù è la sua posizione elevata. Il Cristo di Santo Spirito invita a pensare, commuove: il legno trasformato in carne viva.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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