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Mi consumo il cuore

I’ piango, i’ ardo, i’ mi consumo, e ‘l core… così iniziano questi versi che oggi voglio proporvi. Chissà se da vivo avrei permesso la pubblicazione dei miei versi.

Fu il mi’ nipote Michelangelo Buonarroti il Giovane, figliolo della Cassandra e di Lionardo, a pubblicarle nel 1623 dopo aver effettuato non una semplice revisione ma, in alcuni casi, una riscrittura utile solo per modificarne radicalmente il significato. Ve ne ho parlato QUA

 I’ piango, i’ ardo, i’ mi consumo, e ‘l core
di questo si nutrisce. O dolce sorte!
    chi è che viva sol della suo morte,
come fo io d’affanni e di dolore?
    Ahi! crudele arcier, tu sai ben l’ore
da far tranquille l’angosciose e corte
miserie nostre con la tuo man forte;
ché chi vive di morte mai non muore.

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Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi antichi versi

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