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23 novembre 1572: muore Agnolo Bronzino

Era una giornata come oggi quel 23 novembre del 1572 quando Agnolo Bronzino passò a miglior vita. Agnolo di Cosimo, così si chiamava il Bronzino, era nato 69 anni prima (1503) a Monticelli, una località poco distante da Firenze.

Particolare di Lucrezia Panciatichi del Bronzino, Galleria degli Uffizi
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Imparò i primi rudimenti della pittura da Raffaellino del Garbo e successivamente divenne un promettente allievo del Pontormo iniziando a lavorare nella sua bottega a quattordici anni, fra il 1517 e il 1518. Appare evidente nelle opere che realizzerà poi il Bronzino l’influenza che ebbe il suo maestro ma anche da me e da Leonardo da Vinci apprese parecchio seppur indirettamente.

Ritratto di Bia de’ Medici, Galleria degli Uffizi
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Nel 1525 Firenze era in preda alla peste nera e non c’era famiglia che non avesse dovuto piangere i suoi morti. Il Pontormo decise di andarsene a respirare aria meno malsana e meno infetta presso la Certosa del Monastero di Galluzzo.

Non andò da solo preferendo portare con sé il promettente Bronzino per farsi aiutare nella realizzazione del ciclo degli affreschi dedicato alla Passione di Cristo.

Particolare del ritratto di Lucrezia Panciatichi del Bronzino. 1541, Galleria degli Uffizi, Firenze.
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Fu proprio durante quel periodo che l’artista iniziò a farsi conoscere lavorando per il Duca d’Urbino per un periodo di circa due anni.

Celebre è il Ritratto di Guidobaldo della Rovere che realizzò in quel frangente. Si tratta del primo ritratto di rappresentanza del Bronzino ma anche il primo ritratto ufficiale di un membro di una famiglia regnante che fosse mai stato dipinto da un artista fiorentino.

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Nel 1532 tornò a Firenze per concludere assieme al Pontormo le decorazioni della Villa Medicea di Poggio a Caiano. Il sodalizio fra i due artisti durò per un periodo di oltre quarant’anni.

Fra le più belle opere del Bronzino non i può non citare il Ritratto della Duchessa Eleonora di Toledo, la moglie di Cosimo I de’ Medici, ritratta assieme a uno dei suoi undici figli. Si pensa che il bambino raffigurato possa essere Giovanni, destinato a diventare qualche anno più tardi cardinale.

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Il ritratto fu realizzato nel 1545 durante il soggiorno estivo della famiglia nella Villa Medicea di Poggio a Caiano.

Le commissioni più importanti arrivarono proprio in seguito al matrimonio di Cosimo I con Eleonora di Toledo. Fu avviata infatti una grande campagna di ammodernamento di Palazzo Vecchio e proprio al Bronzino fu affidato l’incarico di decorare la cappella privata della granduchessa.

Nel 1563 il Bronzino fu nominato riformatore dell’Accademia delle Arti del Disegno. Passò a miglior vita il 23 novembre del 1572 a casa del suo allievo prediletto Alessandro Allori. Fu poi sepolto nella chiesa di San Cristoforo degli Adimari.

Il libro

Bronzino. Pittore e poeta alla corte dei Medici a cura di Falciani e Natali a mio avviso è uno dei migliori libri sul Bronzino che siano in circolazione. Lo trovate QUA .

Se invece preferite scegliere un libro dedicato esclusivamente ai mirabili disegni del Bronzino, vi consiglio The Drawings of Bronzino di Carmen Bambach. Il libro è in inglese. Lo trovate QUA. Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta e vi da appuntamento sui social e ai prossimi post.

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