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24 giugno: San Giovanni e i dipinti che lo raffigurano

Il 24 giugno a Firenze è festa grande: si celebra con tutti gli onori San Giovanni, il patrono della città. Causa covid-19 quest’anno la festa sarà un po’ diversa rispetto agli anni scorsi: niente fochi, niente finale del calcio storico ma comunque ci sarà il modo per ricordare il protettore di Firenze. La Lanterna del Duomo verrà illuminata da tre fasci di luce provenienti da tre differenti punti della città.

Quanti sono i dipinti e le sculture che nel corso dei secoli hanno avuto come soggetto San Giovanni Battista? I committenti fiorentini ci tenevano al loro Santo protettore e agli artisti più celebri soprattutto del Quattrocento e del Cinquecento chiedevano di inserirlo nelle opere richieste.

Anche io ho dipinto il San Giovannino da bimbetto assieme alla Madonna, a San Giuseppe e a Gesù Bambino nella Sacra Famiglia per i coniugi Doni.

Leonardo da Vinci invece ne dipinse uno in posa assai inusuale nel 1505 per il committente Giovanni Benci. Un’opera oggi conservata al Museo del Louvre. Il dito levato al cielo indica la Croce di Cristo che trattiene con la mano destra.

Per citarvi tutti i San Giovanni presenti a Firenze non mi basterebbero le prossime quattro giornate. Molto noto è anche il dipinto con Madonna del Cardellino di Raffaello. Accanto alla Vergine seduta ci sono Gesù Bambino e San Giovannino che gli porge un cardellino, simbolo proprio della Passione di Cristo. Questo dipinto su tavola fu commissionato dal ricco Lorenzo Nasi, un commerciante di tessuti di lana, che lo avrebbe poi regalato alla promessa sposa Sandra Canigiani.

L’opera che segue invece appartiene a Sandro Botticelli. E’ la Madonna col Bambino e San Giovannino attualmente conservata nella Galleria Palatina. La dipinse nel 1495 o almeno è quanto sembra perché non tutti sono concordi nell’attribuzione di questa opera all’artista.

Un altro San Giovanni dipinto? Quello di Andrea del Sarto del 1523, visibile presso la Galleria Palatina a Firenze: un dipinto a olio su tavola che l’artista realizzò per Giovan Maria Benintendi che poco dopo donò l’opera a Cosimo I.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che per il momento vi saluta.

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