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Lo Studiolo di Francesco I a Palazzo Vecchio

Lo studiolo di Francesco I fatto costruire dentro Palazzo Vecchio ha una lunga storia che inizio con suo padre, Cosimo I… sedetevi comodi che oggi voglio raccontarvi le origini di questi due studi affini ma differenti.

Lo studiolo di Cosimo I de’ Medici

Con Cosimo I de’ Medici ebbi un rapporto assai contrastato e burrascoso. Gli debbo riconoscere però che era un grande studioso appassionato di scienze e alchimia.

Si narra addirittura che nel 1549 fu rinvenuta una carcassa di Capodoglio in quel di Livorno. Volle fosse portata a Firenze e la mise sotto la Loggia dei Lanzi per stupire fiorentini e viaggiatori. Un’idea assai bizzarra ma pensate quanto fosse allora straordinario vedere una cosa del genere per chi nemmeno immaginava potessero esistere esseri marini di quelle dimensioni e fattezze.

Cosimo I fece di Palazzo Vecchio la sua residenza nel 1540. Cinque anni più tardi, nel 1545, volle nel piano ammezzato, volle far ricavare una piccola stanza con un’unica finestrella che si affaccia su via della Nina.

Lì non doveva entrare nessuno: era la stanza segreta del Duca. Negli armadi alle pareti conservava documenti personali, oggetti rari ma anche un gran numero di strumenti e accessori di interesse scientifico.

Cosimo I si metteva spesso al lavoro per preparare medicinali seguendo procedimenti tutt’altro che semplici. Queste medicine le adoperava in prima persona ma talvolta le spediva come prezioso regalo ai sovrani di tutto il mondo allora noto.

Il mio caro amico Giorgio Vasari ebbe il compito di progettare le decorazioni del soffitto con i quattro evangelisti, la personificazioni delle arti e delle muse mentre gli angoli furono abbelliti con le personificazioni dell’astronomia, della poesia, filosofia e della geometria.

Lo studiolo di Francesco I

Lo studiolo più celebre dentro Palazzo Vecchio però non è quello di Cosimo I ma del figlio Francesco I. Francesco non volle che nel suo studio comparissero simbologie religiose e non volle ci fossero finestre.

Lo studiolo di Cosimo I dista giusto un paio di scalette da quello del figlio Francesco I. Pensate che si perse la conoscenza dello studio del padre al tempo dei Lorena. Solo durante gli interventi di restauro effettuati nel periodo di Firenze Capitale, lo studiolo di Cosimo I tornò alla luce. Era il 1908.

Oggi questo studiolo è comunicante con il Salone dei Cinquecento. Francesco I lo adoperava per catalogare le sue preziose collezioni mentre per fare i suoi esperimenti alchemici, preferiva scegliere il Casino di San Marco visto che lo studiolo era privo di finestre per l’areazione.

Entrambi gli studioli sono visitabili. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti.

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