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Tommaso: se non avessi amore non sarei nulla

Il 28 luglio del 1533, presi carta e penna per scrivere giusto due righe al mio amato Tommaso. Poche righe, è vero, ma talmente dense da far tremare il cuore a lui ma anche a me.

L’amore e i suoi tormenti: croce e delizia di tutta l’esistenza. Senza quel fremito che coinvolge ogni singolo pensiero e azione, cosa saremmo mai? Come sta scritto nel libro dei Corinzi della Bibbia, se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo. Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla. Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente.

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Non è forse così? Vi riporto a seguire la lettera integrale che inviai a Tommaso… sembravo forte e talvolta quasi sfrontato con i potenti, con chi voleva far gli affari suoi a scapito mio e con i miei committenti ma poi, davanti all’amore, mi arrendevo a braccia aperte.

Messer Tomao, signiore mio caro, benché io non rispondessi all’ultima vostra, non credo però che voi crediate che io abbi dimenticato o possa dimenticare el cibo di che io vivo, che non è altro che ‘l nome vostro però non credo, benché io parli molto prosuntuosamente, per esser molto inferiore, che nessuna cosa possa impedire l’amicitia nostra.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con le sue lettere e i suoi pensieri

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