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Non fui né pittore né scultore come chi ne fa bottega

“…ché io non fu’ mai pictore né scultore come chi ne fa boctega. Sempre me ne son guardato per l’onore di mie padre e de’ mia frategli, ben io abbi servito tre papi, che è stato forza”. Scrissi in una lettera indirizzata a Lionardo il 2 maggio del 1548.

C’era un prete che da Firenze mi scriveva per chiedermi di dipingere una pala d’altare. Senza usare troppi giri di parole dissi al mi fratello di non farmi più scrivere da quel curato indirizzando le lettere a Michelangelo Scultore. A roma ero conosciuto semplicemente come Michelangelo Buonarroti e se un cittadino fiorentino voleva una pala di tal tipo, non doveva far altro che trovarsi un altro pittore, senza rompere le scatole a me. Ero in ben altro affaccendato e di tempo non ne avevo nemmeno per respirare.

Mi sentivo anche poco bene. La renella non mi lasciava tregua. Cos’era la renella? I calcoli.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e le sue considerazioni

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