La scalinata con le bizzarre rotture
“Non si vidde mai grazia più risoluta nel tutto e nelle parti, come nelle mensole, né tabernacoli e nelle cornici, né scala più comoda: nella quale fece tanto bizzarre rotture di scaglioni e variò tanto dalla comune usanza degli altri, che ognuno se ne stupì”. Così scrisse il Vasari in merito alla scala della Biblioteca Medicea Laurenziana.
Io l’avrei fatta in legno di noce e non in pietra serena. Di questa sostituzione di materiale però non fu colpevole l’Ammannati che assai si mantenen fedele al progetto mio ma di Cosimo I. Fu lui che impose la sua volontà nella scelta della pesante pietra. Nel progetto avevo espressamente indicato il noce non solo per il suo aspetto caldo e accogliente ma anche per il suo peso. Non volevo infatti appesantire troppo le strutture portanti del refettorio sottostante.
Nelle mie scelte non c’era mai niente di casuale ma Cosimo I fece come gli pare. Tanto ero a Roma e già immaginava che non sarei tornato più in città, se non da morto stecchito.
Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti








