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Le Sale Ottagone e l’archivio della Fabbrica di San Pietro

All’interno della Basilica di San Pietro ci sono luoghi da scoprire non così conosciuti. O meglio, spesso chi si trova a calpestare i marmi policromi della Basilica, ignora che ci siano dei locali non così facilmente accessibili proprio sopra le loro teste.

Sono le Sale Ottagone che appartegono al primo progetto della basilica di San Pietro, progettate da Antonio Sangallo. In pratica sono otto stanze a forma ottagonale: due per ciascuna delle quattro cappelle angolari. Il loro nome deriva direttamente dalle cappelle sottostanti. Sopra la Cappella Clementina c’è l’Ottagono della Trasfigurazione e quello della Bugia, sopra la Cappella Colonna ci sono gli Ottagoni di Simon Mago e della Guarigione mentre l’Ottagono della Navicella e quello della Resurrezione di Tabita si trovano a ventisei metri di altezza sopra la Cappella dei Santi Michele e Petronilla. Infine al di sopra della cappella Gregoriana c’è l’ottagono di San Basilio e quello di San Girolamo.

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Cosa contengono questi Ottagoni? Opere e documenti presiozissimi. C’è ad esempio il modello in legno della cupola del San Pietro che progettai io, il monumentale modello apribile della basilica del Sangallo e due modelli in gesso degli angeli del Thorvaldsen e il modello del Genio del Canova. In uno degli Ottagoni è conservata la parte alta del baldacchino in marmo dell’antica basilica costantiniana: un vero capolavoro che riesce in parte a far comprendere quanto fosse ricca e decorata la basilica con mille anni di storia alle spalle, distrutta per far posto alla nuova.

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Anche l’archivio della Fabbrica di San Pietro è conservato in uno degli otto Ottagoni. Cento armadi pieni di carte accuratamente catalogate in vent’anni di lavoro a cura dell’abate Cipriano Cipriani in tempi recenti: fra il 1960 e il 1982. L’archivio nel corso dei secoli è stato spostato un gran numero di volte ed è stato portato fuori anche dallo Stato del Vaticano per salvarlo dai saccheggi di Napoleone. Fra le carte qui conservate c’è un po’ di tutto: da fogli e foglietti, contratti firmati da me, il Bramante, il Sangallo, Rafaello e tutti quelli che hanno contribuito a rendere grande la Basilica, ci sono anche documenti che testimoniano la presenza e le storie di centinaia e centinaia lavoratori. Mosaicisti, decoratori, le indulgenze vendute per finanziare la costruzione della Basilica. Insomma, un grande archivio contenente tutto ciò che riguarda strettamente la costruzione della nuova basilica di San Pietro.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi quotidiani racconti.

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