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L’amor il pensier della morte scaccia

Amor, la morte a forza
del pensier par mi scacci,
e con tal grazia impacci
l’alma che, senza, sarie più contenta.
    Caduto è ‘l frutto e secca è già la scorza,
e quel, già dolce, amaro or par ch’i’ senta;
anzi, sol mi tormenta,
nell’ultim’ore e corte,
infinito piacere in breve spazio.
    Sì, tal mercé, spaventa
tuo pietà tardi e forte,
c’al corpo è morte, e al diletto strazio;
ond’io pur ti ringrazio
in questa età: ché s’i’ muoio in tal sorte,
tu ‘l fai più con mercé che con la morte.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che prima di salutarvi per questa giornata, vi scrive alcuni suoi versi antichi.

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