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Il monumento equestre di Enrico II

Lo schizzo che vedete era quello che tracciai per il monumento equestre di Enrico II, re di Francia. Mi scrisse Caterina de’ Medici nel 1559: voleva un monumento equestre a memoria del marito passato a migliori vita da pochissimo. Lo stesso Enrico II ancora in vita, avrebbe tanto desiderato essere ricordato dopo la sua morte con un bel monumento di questo tipo e la moglie non volle deluderlo.

La regina mi scrisse una lettera richiedendomi la realizzazione dell’opera ma, essendo io già molto in avanti con l’età, gli risposi che mi sarei occupato del progetto ma che l’opera sarebbe stata poi realizzata materialmente da Daniele da Volterra. Nella primavera successiva, Daniele da Volterra aveva già portato a termine il modello in gesso per il cavallo e sottoscrisse lui il contratto con Roberto Strozzi, uomo di fiducia della regina Caterina de’ Medici.

Quella Caterina lì pero era parecchio pretenziosa…prima mi fece scrivere da Bartolomeo Bene che voleva che il defunto a cavallo fosse senza riccioli come senza riccioli era Enrico II…poi voleva che gli somigliasse nel volto…poi in un’altra lettera mi venne detto che la postura e i finimenti del cavallo dovevano essere in linea con le mode del momento.

Ideai la base di questo monumento equestre basandomi sullo schema già adoperato per la tomba di Giulio II. Guardate la parte inferiore: è suddivisa in tre differenti campate con quattro Erme e nelle due nicchie ci sono altrettante figure stanti.

Tutte le linee orizzontali del basamento le tracciai col regolo, come era mia consuetudine fare nei disegni architettonici soprattutto quando ero già un po’ in là con gli anni. Il cavallo è assai robusto, un po’ come quelli che era solito disegnare Leonardo anche se il mio, a dirla tutta, è più aggraziato nel movimento.

Come andò a finire la storia di questa commissione? Il povero Daniele da Volterra morì nel 1566 prima del previsto e l’opera non fu mai terminata. Il cavallo era già stato fuso ma il cavaliere ancora era solo nei progetti.

Questo disegno, per altro molto piccolo (12,5 x 12,4 centimetri) si trova ad Amsterdam presso il gabinetto dei disegni del Rijksmuseum.

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The equestrian monument of Henry II

The sketch you see was the one I traced for the equestrian monument of Henry II, King of France. Caterina de ‘Medici wrote to me in 1559: she wanted an equestrian monument in memory of her husband, who has been living for a very short time. The same Henry II still alive, he would have wished to be remembered after his death with a beautiful monument of this type and his wife did not want to disappoint him.

The queen wrote me a letter requesting me to complete the work, but since I was already very old with age, I replied that I would take care of the project but that the work would be materially realized by Daniele da Volterra. In the following spring, Daniele da Volterra had already completed the plaster model for the horse and signed the contract with Roberto Strozzi, a trusted man of Queen Caterina de ‘Medici.

That Caterina there was very pretentious … first she had me write by Bartolomeo Bene who wanted the deceased on horseback to be without curls as Henry II was without curls … then he wanted him to resemble his face … then in another letter I was told that the posture and the horse’s harnesses had to be in line with the fashions of the moment.

I conceived the base of this equestrian monument based on the scheme already used for the tomb of Julius II. Look at the lower part: it is divided into three different spans with four Erme and in the two niches there are as many figures standing.

All the horizontal lines of the base traced them with the ruler, as was customary to do in architectural drawings especially when I was already a bit ‘over the years. The horse is very robust, a bit like those used to draw Leonardo even if mine, to be honest, is more graceful in the movement.

How did the story of this commission end? Poor Daniele da Volterra died in 1566 ahead of schedule and the work was never finished. The horse had already been melted but the rider was still alone in the projects.

This design, which is also very small (12.5 x 12.4 cm), is in Amsterdam at the Rijksmuseum drawing cabinet.

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