Il peccato originale
Che vi racconto di bello oggi? Beh, per esempio potrei parlarvi del riquadro del Peccato Originale e della Cacciata dal Paradiso. Si tratta di una delle scene centrali più grandi che affrescai sulla volta della Sistina.
Queste due scene concentrate in un solo riquadro le realizzati nel 1510 e la loro composizione è assai differente dalle scene molto affollate che avevo ideato per gli altri tre riquadri precedenti. Se nella scena del Diluvio Universale ci sono un gran numero i protagonisti aventi gli atteggiamenti più diversi, qui le figure sono molte meno e hanno dimensioni maggiori: basti pensare ad esempio che Eva, in entrambe le rappresentazioni, ha un’altezza complessiva che sfiora i due metri. Mi resi conto infatti che le precedenti scene viste da terra, a oltre venti metri di distanza, apparivano troppo confuse e poco leggibili.
Per completare questo riquadro impiegai solo 13 giornate: incominciai ad affrescare la parte in alto a sinistra con pennellate larghe e assai fluide.

Al centro ella scena c’è l’albero della conoscenza avvolto dalle spire di un serpente maligno che ha le sembianze di una donna. La serpe porge il fico a Eva che la raccoglie sfoggiando una posa sensuale mentre Adamo, meno agile di lei, tende il braccio destro per cogliere da solo un altro fico. Proprio così, l’albero della conoscenza che affrescai è un fico e non un melo: ve ne ho parlato nel dettaglio QUA.
A un tratto arriva l’angelo avvolto in una veste rossa e minaccia con la spada Adamo ed Eva cacciandoli dal Paradiso Terrestre. Entrambi diventano subito vecchi e i lineamenti del loro viso si imbruttiscono, le guance e la fronte vengono solcate da profonde rughe. Eva si curva su se stessa per i peso della vergogna mentre Adamo quasi con un gesto di sdegno sembra mostrare la consapevolezza di non poter più tornare indietro.
Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

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