La pozzolana negli intonaci dei miei affreschi

Chissà se mai vi siete domandati che tipo di intonaco adoperassi per realizzare gli affreschi. Solitamente l’intonaco più classico si realizza miscelando una parte di calce con tre di sabbia di cava o di fiume e acqua. Io però preferii usare una parte di calce e due di pozzolana per una questione di stabilità. La pozzolana è di origine vulcanica e permette di ottenere un intonaco particolarmente resistente nel corso degli anni.

I colori che utilizzavo erano quassi tutti di origine minerale. Li macinavo a lungo usando mortai e pestelli in marmo o vetro assieme a poca acqua. La pasta ottenuta la diluivo con l’acqua e la stendevo a pennellate direttamente sull’intonaco ancora fresco.

Mediante il processo chimico che avviene durante l’asciugatura, chiamato carbonatazione, i pigmenti si fissano in maniera stabile e duratura.

La tecnica richiede una buona velocità di esecuzione. L’intonaco ha un tempo di asciugatura più o meno lungo a seconda della temperatura, dell’umidità dell’aria ma anche in base a altri fattori. In linea di massima, per dipingere una parte intonacata, avevo un tempo utile di sei ore.

L’affresco “è ‘l più dolce e ‘l più vago lavorare che sia” come scriveva il Cennini

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

EKTA SCANSIONATA DA TRECCANI (ISTITUTO ENCICLOPEDIA ITALIANA)

Michelangelo Buonarroti (1475-1564), Palazzi Apostolici Vaticani, Cappella Sistina, Volta, affresco, 1508-12

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