Uguale a se stesso

Mi guardo intorno e vedo troppe robe che vorrei non esistessero nemmeno: cose materiali e non, sia chiaro. La mia epoca non era migliore della vostra, era solo diversa. Cambiano i tempi ma l’uomo rimane uguale a se stesso dalla notte dei tempi. Nuove cose, nuovi abiti, nuove abitudini non rendono l’essere umano migliore o più evoluto. Ha gli stessi vizi, gli stessi pregi e difetti, le stesse inclinazioni, le stesse passioni e coltiva lo stesso odio che coltivava quand’ancora ero in vita.

Adesso avete un sacco di cose in più come medicamenti miracolosi e oggetti strani che sembra vi risucchino le menti in un vortice nero e nemmeno ve ne accorgete. Il progress dicono. Il progresso? Maremma impestata ladra, son contento d’esser morto secoli fa.

Mi ristoro l’anima rileggendo qualche verso mio che scrissi anni orsono.

Ben provvide natura, né conviene
a tanta crudeltà minor bellezza,
ché l’un contrario l’altro ha temperato.
    Così può ‘l viso vostro le mie pene
tante temprar con piccola dolcezza,
e lieve fare quelle e me beato.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti, con la solita zuppa di verdure senza pane e con poche verdure già pronta per la cena. Tutto quelle viscere di corpi esanimi m’han tolto l’appetito anche da morto.

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