L’inquisizione e i disegni bruciati

Come probabilmente saprete, prima di passare a miglior vita, bruciai un bel po’ di disegni e schizzi che avevo fatto negli anni precedenti. No, non ero diventato matto con l’età né avevo perso lucidità.

“…gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti di man sua, acciò nessuno vedessi le fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto…” ebbe a dire poi il Vasari.

Non mi piaceva che gli altri vedessero tutto il lavoro che sta dietro, quello è vero, ma ci sono anche altri motivi ben più fondati. La mia vicinanza ai pensieri spirituali di Reginald Pole, della Colonna e di altri contemporanei che contestavano la lontananza della Chiesa di Roma agli insegnamenti di Cristo, era una strada aperta verso la gogna. Soprattutto nei disegni che realizzai tra il 1538 e il 1541 era ben evidente il mio pensiero teologico che fra le altre cose mai avevo nascosto. Quei fogli erano compromettenti e l’inquisizione stava stringendo il morso attorno ai cosiddetti spirituali. Lo stesso Reginald Pole venne accusato di eresia ma mentre lui si salvò, altri vennero brutalmente torturati e uccisi.

Fatto sta che i fogli superstiti iniziarono fin da subito ad essere molto ricercati da collezionisti e amanti dell’arte. Figuratevi che anche il mi’ nipote Leonardo dopo varie peripezie riuscì a recuperare un gruppo assai importante di miei disegni sul mercato romano sborsando una bella somma.

Se non erro fra questi fogli c’erano anche quelli che poi il mi’ nipote regalò a Cosimo I nel 1566.

Michelangelo Buonarroti il Giovane, nel Seicento, decise di allestire un museo in mia memoria presso la casa di famiglia in Via Ghibellina a Firenze. Parte di quei disegni entrarono così a far parte delle collezioni di Casa Buonarroti grazie alla restituzione effettuata da Cosimo II.

Un gran numero di fogli furono raccolti in grandi tomi mentre furono appesi alle pareti quelli ritenuti più belli.

Tutt’oggi la collezione dei miei disegni conservati in via Ghibellina è la più grande esistente al mondo anche se purtroppo è stata assai impoverita a causa di vendite scellerate effettuate prima da Filippo Buonarroti e poi dal cavalier Michelangelo Buonarroti sia al collezionista Jean Baptiste Wicar che al British Museum di Londra.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che a volte pare esser tornati indietro nel tempo, quando chi non era in linea con pensiero dominante veniva ammazzato.

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