Eccoci al dunque. Ieri curiosando in rete ho trovato tutto il tariffario pubblicato dal Polo Museale Fiorentino per ottenere le concessioni in uso temporaneo degli spazi all’interno dei musei ma anche delle ville e dei palazzi più prestigiosi della città.
Questa faccenda m’ha lasciato un po’ perplesso. Son rimasto un bel po’ a pensare e l’unica cosa che m’è venuta in mente è quella che con le palanche si possa ottenere quasi tutto.
Possibile che si possa svendere un luogo così incredibile come la Galleria dell’Accademia o il Bargello al miglior offerente?
Volete una serata chic? Se ve lo potete permettere allestite un sontuoso banchetto nella Galleria degli Uffizi o a Palazzo Davanzati!
Desiderate un matrimonio più sfarzoso di quello della Regina Elisabetta? Da oggi potete organizzare il ricevimento a nella Galleria Palatina o nella splendida cornice del Giardino di Boboli.
A me pare un’assurdità senza capo né coda. Come si fa a gestire i luoghi d’arte come imprese che tirano a far cassa più che a divulgare bellezza e cultura?
E’ finita un’epoca, c’è poco da fare, ed è finita nel peggiore dei modi possibili. Oh, certo, il regolamento delle concessioni temporanee è ben dettagliato, ci sono clausole e regole da rispettare ma la cosa non mi garba lo stesso.
Volete banchettare ai piedi del mio David, presentare la vostra pubblicazione nel Cenacolo di Andrea del Sarto o fare una sfilata di moda nel Corridoio Vasariano? Mi piacerebbe potervi dire che non si può fare, che non avete alcuna possibilità, che alcune cose non sono in vendita ma non è così. A quanto pare anche la dignità di questi luoghi incantevoli e accessibili a tutti è stata svenduta per un pugno di grano.
Si lo so, non tutti saranno d’accordo con me ma che me ne importa, non scrivo per avere approvazioni a destra e a manca. Il rispetto per la cultura non può essere messo in vendita, non ha senso.
Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che vede vendere a pezzi la dignità di una città.

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Pubblicato da Michelangelo Buonarroti
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