Il Mosè e il cardinale Gonzaga di Mantova
Il Cardinale di Mantova Luigi Ercole Gonzaga entrò nel mio studio romano di Via Macel de’ Corvi assieme al pontefice Paolo III Farnese, eletto da poco.
Ercole Gonzaga era stato nominato cardinale qualche tempo prima da Clemente VII de’ Medici e successivamente divenne reggente del Ducato di Mantova, dal 1540 fino al 1559.
In quel momento ero tutto preso a scolpire il Mosè e la sua barba arricciolata. Poco a poco il lavoro prendeva sempre più forma e carattere mentre io mi riempivo di polvere e schegge di marmo.
Non mi ricordo cosa disse in quel frangente il Cardinale ma il Condivi sarebbe pronto a giurare che si lasciò sfuggire un lusinghiero “bastante a far onore alla sepoltura di papa Giulio”.
Fatto sta che mi ci volle ancora parecchio tempo prima di ultimare il Mosè e per sbozzare altre sculture da destinare al complesso. Quanto lavoro, quanta fatica ma rifarei tutto da capo se tornassi a vivere. Alla fine ne è valsa la pena e ancora oggi di tanto in tanto vado a riguardarmi le opere che creai e mi compiaccio.
Il Vasari dedicò parole memorabili a quest’opera dall’impatto potente: ” i capegli…condotti sottilissimamente piumosi, morbidi e sfilati d’una maniera, che pare impossibile che il ferro sia diventato pennello…e la bellezza della faccia, che ha certo aria di vero santo e terribilissimo principe.. e i panni traforati e finiti con bellissimo girar di lembi, e le braccia di muscoli, e le mani di ossature e nervi.”
Lascio giudicare a voi se feci o meno un buon lavoro con il Mosè… se solo avessi potuto realizzare per intero il complesso scultoreo!
Il vostro Michelangelo Buonarroti

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Caro Michelangelo è senz’altro l’opera che più ammiro. Avevi ragione a dir: ” perché non parli”
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