Pasquetta, tra spiritualità e arte: il significato del Lunedì dell’Angelo e i capolavori del “Noli me tangere”
Il giorno di Pasquetta, noto anche come Lunedì dell’Angelo, rappresenta una naturale estensione della Pasqua.
Celebrato il lunedì successivo alla domenica di Resurrezione, ricorda l’episodio evangelico in cui un angelo annuncia alle donne giunte al sepolcro che Gesù è risorto.
Accanto alla dimensione spirituale, Pasquetta è diventata nel tempo anche una giornata dedicata alla convivialità, alle gite fuori porta e al contatto con la natura. Tuttavia, dietro le tradizioni popolari si cela una narrazione potente che ha ispirato nei secoli alcuni tra i più grandi artisti della storia.
Il significato del Lunedì dell’Angelo
Secondo i Vangeli, furono alcune donne, tra cui Maria Maddalena, a scoprire per prime il sepolcro vuoto. Ad accoglierle, un angelo che annunciò la resurrezione di Cristo. Questo momento segna il passaggio dalla disperazione alla speranza, dalla morte alla vita.
Il Lunedì dell’Angelo è un giorno di riflessione sulla rivelazione e sulla fede, ma anche sull’importanza della testimonianza: sono infatti le donne le prime messaggere della resurrezione.
Il “Noli me tangere”: un tema iconografico potente
Uno degli episodi più rappresentati nella storia dell’arte legato alla resurrezione è il cosiddetto “Noli me tangere” (in latino: “Non mi toccare”). La scena raffigura l’incontro tra Gesù risorto e Maria Maddalena, narrato nel Vangelo di Giovanni.
In questo momento carico di emozione, Maria riconosce Cristo e cerca di avvicinarsi a lui, ma Gesù la invita a non trattenerlo, poiché non è ancora salito al Padre. Il gesto racchiude un significato teologico profondo: il distacco dalla dimensione terrena e l’inizio di una nuova presenza spirituale.
I dipinti più celebri del “Noli me tangere”
Nel corso dei secoli, numerosi artisti hanno interpretato questo episodio, offrendo letture diverse ma sempre intense.
Giotto è tra i primi a rappresentare la scena con forte umanità, inserendola nel ciclo degli affreschi della Cappella degli Scrovegni. Le figure sono essenziali ma cariche di espressività.
Tiziano offre una versione più dinamica e sensuale, con colori vibranti e una natura che sembra partecipare all’evento. Il contrasto tra il movimento di Maria e la calma di Cristo è particolarmente suggestivo.
Correggio interpreta il tema con una delicatezza luminosa, enfatizzando la grazia dei gesti e la dolcezza dello sguardo.
Fra Angelico propone una visione mistica e contemplativa, in cui la scena si carica di spiritualità e silenzio.
Vale la pena citare anche il gruppo scultoreo del Noli me Tangere, scolpito da Antonio Raggi per la chiesa dei Santi Domenico e Sisto a Roma.
L’opera si trova nella Cappella Alaleona progettata da Gian Lorenzo Bernini e raffigura Cristo stante che intima a Maria Maddalena di non toccarlo dopo averlo riconosciuto in un momento successivo alla Resurrezione.
Il Noli me tangere che dipinsi per Vittoria Colonna
Nell’estate del 1531, grazie alla mediazione del cugino Alfonso d’Avalos, Vittoria riuscì ad avere due capolavori: uno da Tiziano e uno da me.
Il dipinto di Tiziano oggi perduto riguardava la Maddalena Penitente mentre da me ebbe un cartone con l’episodio del vangelo del Noli me Tangere.
A Casa Buonarroti è esposta presumibilmente la tavola che io stesso feci dipingere al Pontormo sulla base del mio cartone.
Racconta il Vasari che il dipinto di Pontormo tanto piacque al capitano della guardia di Firenze Alessandro Vitelli, che ne volle commissionare un’altra copia all’artista prima che Alfonso d’Avalos si recasse a Firenze per prelevare l’opera per farla avere alla cugina Vittoria Colonna.
Il Lunedì dell’Angelo non è solo una pausa dopo la Pasqua, ma un invito a guardare oltre, proprio come Maria Maddalena davanti al sepolcro vuoto.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Easter Monday, between spirituality and art: the meaning of Easter Monday and the masterpieces of “Noli me tangere”
Easter Monday, also known as Easter Monday, represents a natural extension of Easter.
Celebrated on the Monday following Easter Sunday, it commemorates the Gospel episode in which an angel announces to the women at the tomb that Jesus is risen.
Alongside its spiritual dimension, Easter Monday has over time also become a day dedicated to conviviality, day trips, and contact with nature. However, behind these popular traditions lies a powerful narrative that has inspired some of history’s greatest artists over the centuries.
The meaning of Easter Monday
According to the Gospels, several women, including Mary Magdalene, were the first to discover the empty tomb. An angel welcomed them and announced Christ’s resurrection. This moment marks the transition from despair to hope, from death to life.
Easter Monday is a day of reflection on revelation and faith, but also on the importance of witness: women are indeed the first messengers of the resurrection.
The “Noli me tangere”: a powerful iconographic theme
One of the most depicted episodes in the history of art related to the resurrection is the so-called “Noli me tangere” (Latin: “Touch me not”). The scene depicts the encounter between the risen Jesus and Mary Magdalene, narrated in the Gospel of John.
In this emotional moment, Mary recognizes Christ and tries to approach him, but Jesus urges her not to hold him back, as he has not yet ascended to the Father. This gesture carries a profound theological meaning: detachment from the earthly dimension and the beginning of a new spiritual presence.
The most famous paintings of “Noli me Tangere”
Over the centuries, numerous artists have interpreted this episode, offering different but always poignant interpretations.
Giotto was among the first to depict the scene with strong humanity, including it in the fresco cycle of the Scrovegni Chapel. The figures are simple yet full of expressiveness.
Titian offers a more dynamic and sensual version, with vibrant colors and a nature that seems to participate in the event. The contrast between Mary’s movement and Christ’s calm is particularly evocative.
Correggio interprets the theme with luminous delicacy, emphasizing the grace of the gestures and the sweetness of the gaze.
Fra Angelico offers a mystical and contemplative vision, in which the scene is charged with spirituality and silence.
Also worth mentioning is the sculptural group of “Noli me Tangere,” sculpted by Antonio Raggi for the church of Santi Domenico e Sisto in Rome.
The work is located in the Alaleona Chapel, designed by Gian Lorenzo Bernini, and depicts Christ standing and warning Mary Magdalene not to touch him after recognizing him after the Resurrection.
The Noli me tangere I painted for Vittoria Colonna
In the summer of 1531, thanks to the mediation of her cousin Alfonso d’Avalos, Vittoria managed to obtain two masterpieces: one by Titian and one by me.
The now-lost Titian painting was of the Penitent Magdalene, while I commissioned a cartoon of the Gospel episode from the Noli me tangere.
The panel I commissioned Pontormo to paint based on my cartoon is presumably on display at Casa Buonarroti.
Vasari recounts that Pontormo’s painting so captivated the captain of the Florentine guard, Alessandro Vitelli, that he commissioned another copy from the artist before Alfonso d’Avalos traveled to Florence to collect the work for his cousin Vittoria Colonna.
Easter Monday is not just a break after Easter, but an invitation to look beyond, just like Mary Magdalene before the empty tomb.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids you farewell, saying he’ll see you in future posts and on social media.

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