La fortuna di un mito: io. Cinquecento anni di critica letteraria e artistica in un libro
Il libro di cui voglio parlarvi oggi è uscito qualche anno fa ma ciò non toglie sia un ottimo strumento di studio capace di fornire spunti di riflessione interessanti: ‘Michelangelo, fortuna di un mito. Cinquecento anni di critica letteraria e artistica’ di Eugenio Battisti.
Edito dalla prestigiosa Olschki Editrice, il volume raccoglie gli studi di Battisti, alcuni dei quali pubblicati per la prima volta che raccontano il percorso della mia mitizzazione e cosa abbia contribuito, sia al mio tempo che nei secoli successivi, ad accrescere la fama.
Utilizzando fonti letterarie e la critica artistica che è stata messa nero su bianco in cinquecento anni di storia da diversi autori e studiosi, Battisti ripercorre interpretazioni e commenti sull’esistenza e il mito che sono sopravvissuti alla mia esistenza mortale.
Partendo dal mio contemporaneo Vasari fino ad arrivare al Ventesimo secolo, lo studioso ha dimostrato quanto sia cambiato nel corso del tempo l’idea che si è avuto di me e delle opere che ho prodotto in quasi novant’anni di vita.
Non mancano le critiche di Battisti agli studi fatti in precedenza che tendevano a incasellarmi in categorie assai limitate e limitanti.
Roland per esempio adoperò abbondantemente termini come ‘anomalia, sprezzatura, non finito, proporzioni deformi, furia iconoclasta e contrapposto’ nei suoi testi ma Battisti ritiene che non solo non furono sufficienti per definire la mia poetica artistica ma che fossero riduttive e troppo ristrette per abbracciare tutta la mia produzione.
Il libro ‘Michelangelo, fortuna di un mito. Cinquecento anni di critica letteraria e artistica’ riporta anche curiosità davvero poco note e frammenti di testi che parlano di me, praticamente sconosciuti al grande pubblico.
Insomma, è uno di quei libri che vale la pena avere, leggere e rileggere in caso di bisogno.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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