La Scultura del giorno: Sansone e il filisteo del Giambologna che viaggiò più dell’artista che la scolpì
La scultura del giorno che vi propongo oggi è Sansone e il filisteo: un’opera in marmo scolpita dal Giambologna e custodita in Inghilterra, presso il Victoria & Albert Museum di Londra.
Il gruppo scultoreo fu commissionato all’artista fiammingo Jean de Boulogne, meglio noto come Giambologna, nel 1562 da Francesco I de’ Medici per decorare la fontana collocata presso il Casino di San Marco, a Firenze, progettato dal Buontalenti.
Giambologna scolpì l’eroe biblico Sansone le cui gesta vengono narrate nel libro dei Giudici. La sua forza sovrannaturale concessagli da Dio in questo caso la impiega per uccidere uno dei filistei che lo aveva provocato, servendosi di una mascella d’asino.
Il gruppo scultoreo è ricavato da un unico blocco di marmo.
Il movimento a spirale dei due corpi che sembrano l’uno il proseguimento dell’altro sono uno stratagemma per invitare l’osservatore a girare attorno all’opera senza avere un punto di vista privilegiato.
Nella posa delle due figure è evidente quanto il Gambologna possa essersi ispirato ai miei gruppi scultorei e agli affreschi del Giudizio Universale.
Sapete, ebbi modo di incontrare questo artista a Roma quando avevo già oltrepassato i settant’anni.
Ma come fece ad arrivare questa scultura realizzata per Francesco I de’ Medici nelle collezioni del Victoria & Albert Museum?
La grande scultura arrivò in Spagna come prezioso dono e collocata nella città di Valladolid, a Palacio de la Ribera.
Successivamente, nel 1623, il principe di Galles che successivamente salì al trono d’Inghilterra come Carlo I, si trovava nella penisola Iberica per trattare un contratto di matrimonio e gli fu proposto il cedimento dell’opera.
Di lì a poco la scultura fu consegnata al duca di Buckingam e a seguire cambiò proprietario diverse volte fino a entrare nella prestigiosa collezione dove tutt’oggi si trova, nel 1954.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Sculpture of the day: Samson and the Philistine by Giambologna who traveled more than the artist who sculpted it
The sculpture of the day that I propose to you today is Samson and the Philistine: a marble work sculpted by Giambologna and kept in England, at the Victoria & Albert Museum in London.
The sculptural group was commissioned to the Flemish artist Jean de Boulogne, better known as Giambologna, in 1562 by Francesco I de’ Medici to decorate the fountain located at the Casino di San Marco, in Florence, designed by Buontalenti.
Giambologna sculpted the biblical hero Samson whose deeds are narrated in the book of Judges. In this case he uses the supernatural strength granted to him by God to kill one of the Philistines who had provoked him, using a donkey’s jawbone.
The sculptural group is made from a single block of marble.
The spiral movement of the two bodies which seem to be a continuation of each other are a ploy to invite the observer to go around the work without having a privileged point of view.
In the pose of the two figures it is evident how much Gambologna may have been inspired by my sculptural groups and the frescoes of the Last Judgment.
You know, I had the opportunity to meet this artist in Rome when I was already over seventy.
But how did this sculpture created for Francesco I de’ Medici end up in the collections of the Victoria & Albert Museum?
The large sculpture arrived in Spain as a precious gift and placed in the city of Valladolid, in Palacio de la Ribera.
Subsequently, in 1623, the Prince of Wales who subsequently ascended the throne of England as Charles I, was in the Iberian peninsula to negotiate a marriage contract and the transfer of the work was proposed to him.
Shortly thereafter the sculpture was delivered to the Duke of Buckingham and subsequently changed owners several times until it entered the prestigious collection where it still stands today, in 1954.
For the moment, your always Michelangelo Buonarroti greets you and will meet you in the next posts and on social media.

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lo adoro, quanto Michelangelo e Bernini, hanno una potenza rappresentativa enorme
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Sono d’accordo…aggiungerei anche il Cellini a questo trio delle meraviglie facendolo diventare un perfetto quartetto di eccellenti scultori
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