La Scultura del giorno: il Monumento funebre a Maria Cristina d’Austria di Canova
La scultura del giorno che vi propongo oggi è il complesso funebre realizzato da Antonio Canova per Maria Cristina d’Austria che si trova presso l’Augustinerkirche di Vienna mentre il gesso originale appartiene al Museo Gypsoteca Canova di Possagno.
Fu il duca Alberto di Sassonia Teschen a commissionare ad Antonio Canova il grande cenotafio nell’agosto del 1798 per onorare la morte della moglie Maria Cristina, scomparsa il 23 giugno del medesimo anno. L’intenzione del duca era quella di ricordare la consorte e il suo carattere amorevole e caritatevole con un complesso programma iconografico.
Canova impiegò sette anni per portare a termine la grande opera. Il primo disegno era già pronto nel novembre del 1798 ma i modelli in gesso delle differenti figure furono realizzate nei due anni seguenti.
Lo scultore si servì di modelli che già aveva usato per realizzare il monumento funebre di Tiziano che mai fu posto in opera e non esitò a riprendere il Genio alato che aveva progettato per la tomba di papa Clemente XIII.
Il cenotafio fu collocato e completato nella chiesa degli agostiniani a Vienna fra il 12 giugno e il 17 settembre del 1805 e inaugurato poco dopo.
Il complesso scultoreo funebre è impostato come una grande piramide bianca che rivela la presenza di un’apertura oscura su cui gravita l’architrave con incise sopra le parole uxori optimae Albertus, cioè «Alberto alla sua ottima moglie».
In modo ideale, l’ingresso della tomba buio segna il varco fra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Verso l’apertura si incammina una donna con due fanciulle accanto a lei che sorregge fra le mani un’urna cineraria. Dalla parte opposta si vede il Genio del Dolore alato che si appoggia sul dorso del leone, leone assai malinconico.
Si nota la presenza di una donna raffigurante la Pietà che accompagna verso il sepolcro una bambina che rimane semi nascosta dalla presenza dell’uomo vecchio e cieco.
Il corteo funebre è sorvegliato dall’alto da un putto alato che tiene con una mano il volto scolpito come un bassorilievo di Maria Cristina.
Inoltre, il medaglione con l’effigie di Maria Cristina, è contornato da un serpente alato che si morde la coda, un uroboro che in qualità di simbolo massonico allude all’infinito.
Le sei figure in processione sono collegati fra di lore da una ghirlanda di fiori e camminano su un leggero velo che mette in evidenza la continuità fra la vita e la morte.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Sculpture of the day: the funerary monument to Maria Christina of Austria by Canova
The sculpture of the day that I propose to you today is the funeral complex created by Antonio Canova for Maria Christina of Austria which is located at the Augustinerkirche in Vienna while the original plaster belongs to the Gypsoteca Canova Museum in Possagno.
It was Duke Albert of Saxony Teschen who commissioned the large cenotaph from Antonio Canova in August 1798 to honor the death of his wife Maria Cristina who died on 23 June of the same year. The duke’s intention was to remember his wife and her loving and charitable character with a complex iconographic program.
It took Canova seven years to complete the great work. The first drawing was already ready in November 1798 but the plaster models of the different figures were created in the following two years. The sculptor used models that he had already used to create Titian’s funerary monument which was never put into operation and did not hesitate to use the winged Genius that he had designed for the tomb of Pope Clement XIII.
The cenotaph was placed and completed in the Augustinian church in Vienna between 12 June and 17 September 1805 and inaugurated shortly thereafter.
The funerary sculptural complex is set up as a large white pyramid which reveals the presence of a dark opening over which the architrave gravitates with the words uxori optimae Albertus engraved on it, that is «Alberto to his excellent wife».
Ideally, the entrance to the dark tomb marks the gap between the world of the living and that of the dead. A woman walks towards the opening with two girls next to her, holding a cinerary urn in her hands. On the opposite side you can see the winged Genius of Pain leaning on the back of the lion who shows a very melancholy expression.
We note the presence of a woman representing the Pietà who accompanies a little girl towards the tomb who remains semi-hidden by the presence of the old and blind man.
The funeral procession is watched from above by a winged cherub who holds with one hand the face sculpted like a bas-relief of Maria Cristina.
Furthermore, the medallion with the effigy of Maria Cristina is surrounded by a winged serpent biting its tail, an ouroboros which as a Masonic symbol alludes to infinity.
The six figures in procession are connected to each other by a garland of flowers and walk on a light veil which highlights the continuity between life and death.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you and will meet you in future posts and on social media.

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