9 ottobre 1469: muore a Spoleto Filippo Lippi
Il 9 ottobre del 1469 FIlippo Lippi morì a Spoleto e le sue spoglie furono tumulate nella cattedrale della città.
Fu il figlio Filippino Lippi che si occupò di progettare il sepolcro in marmo con il busto raffigurante il padre mentre il letterato Agnolo Poliziano compose per lui l’epitaffio.
Filippo di Tommaso Lippi, più noto come noto come Filippo Lippi, fu uno dei più influenti pittori del Quattrocento. Era nato a Firenze il 23 giugno del 1406 da una famiglia di umili origini.
All’età di otto anni fu costretto a entrare nel convento del Carmine insieme al fratello Giovanni, dove prese i voti come frate carmelitano nel 1421.
Non fu una scelta libera la sua di farsi frate ma dettata dalla miseria: era l’unico modo di farlo sopravvivere e magari pure studiare in un contesto di miseria meno nera rispetto all’ambiente in cui viveva.
L’influenza dei grandi maestri dell’epoca, come Masolino da Panicale, Masaccio, Donatello, Luca della Robbia e Brunelleschi, fu fondamentale per la formazione artistica di Lippi. Nel 1432, si trasferì a Padova, dove ebbe modo di entrare in contatto con la pittura fiamminga e il colore veneto.
Tornato a Firenze nel 1437, Lippi aprì una propria bottega e dipinse diverse opere significative, tra cui la “Madonna di Tarquinia” e la “Pala Barbadori”. Le sue opere si caratterizzano per la componente lineare, le figure allungate e addolcite, mantenendo comunque una certa plasticità.
Nel 1456, Filippo Lippi che aveva all’epoca una cinquantina d’anni e rivestiva l’incarico di Cappellano presso il convento di Santa Margherita di Prato, era impegnato a realizzare la pala con La Madonna che dà la cintola a San Tommaso.
Per raffigurare Santa Margherita, chiese alla Badessa se potesse dipingere il volto di una suora. Scelse Lucrezia Buti, ventenne e con un viso angelico.
Entrambi costretti a prendere i voti in tenera età più per questioni economiche delle misere famiglie che avevano alle spalle che per credo religioso, si innamorarono. Filippo escogitò un finto rapimento durante una processione e portò nella sua casa di Prato Lucrezia.
La questione destò non poco scandalo ma grazie all’intervento di Cosimo il Vecchio che era particolarmente legato al pittore, papa Pio II gli diede la dispensa dai voti ecclesiastici concedendogli la possibilità di sposarsi per regolarizzare la loro situazione considerata scandalosa per la società dell’epoca.

La coppia continuò a vivere assieme decidendo di non sposarsi.
Nel 1457 nacque il loro primo figlio Filippino seguito dalla secondo genita Alessandra. Filippino seguendo le orme del padre divenne un pittore particolarmente ambito dalle corti dell’epoca.
Lucrezia continuò ad essere la musa ispiratrice di Filippo Lippi per il resto della vita e l’opera più celebre che la ritrae è quella che da lungi è conservata nella Galleria degli Uffizi: la “Madonna col Bambino e Angeli”.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
9 October 1469: Filippo Lippi dies in Spoleto
On 9 October 1469 Filippo Lippi died in Spoleto and his remains were buried in the city’s cathedral.
It was his son Filippino Lippi who was responsible for designing the marble tomb with the bust depicting his father while the scholar Agnolo Poliziano composed the epitaph for him.
Filippo di Tommaso Lippi, better known as Filippo Lippi, was one of the most influential painters of the fifteenth century. He was born in Florence on 23 June 1406, to a family of humble origins. At the age of eight he was forced to enter the Carmine convent together with his brother Giovanni, where he took his vows as a Carmelite friar in 1421.
It was not a free choice for him to become a friar but one dictated by poverty: it was the only way for him to survive and perhaps even study in a context of less black poverty than the environment in which he lived.
The influence of the great masters of the time, such as Masolino da Panicale, Masaccio, Donatello, Luca della Robbia and Brunelleschi, was fundamental for Lippi’s artistic training. In 1432, he moved to Padua, where he had the opportunity to come into contact with Flemish painting and Venetian colour.
Returning to Florence in 1437, Lippi opened his own workshop and painted several significant works, including the “Madonna di Tarquinia” and the “Barbadori Altarpiece”. His works are characterized by the linear component, the elongated and softened figures, while still maintaining a certain plasticity.
In 1456, Filippo Lippi who was around fifty years old at the time and held the position of Chaplain at the convent of Santa Margherita di Prato, was busy creating the altarpiece with the Madonna giving the girdle to Saint Thomas.
To depict Saint Margaret, he asked the Abbess if he could paint the face of a nun. He chose Lucrezia Buti, twenty years old and with an angelic face.
Both forced to take vows at an early age more for economic reasons of the poor families they had behind them than for religious belief, they fell in love. Filippo devised a fake kidnapping during a procession and took Lucrezia to his house in Prato.
The issue caused quite a scandal but thanks to the intervention of Cosimo the Elder who was particularly close to the painter, Pope Pius II gave him dispensation from ecclesiastical vows granting him the possibility of getting married to regularize their situation considered scandalous for the society of the time .
The couple continued to live together, deciding not to marry.
In 1457 their first son Filippino was born followed by the second daughter Alessandra. Following in his father’s footsteps, Filippino became a painter particularly coveted by the courts of the time.
Lucrezia continued to be Filippo Lippi’s muse for the rest of her life and her most famous work portraying her is the one which is kept far from her in the Uffizi Gallery: the “Madonna with Child and Angels” .
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you and will meet you in future posts and on social media.

Sostienici – Support Us
Se questo blog ti piace e ti appassiona, puoi aiutarci a farlo crescere sempre più sostenendoci in modo concreto condividendo i post, seguendo le pagine social e con un contributo che ci aiuta ad andare avanti con il nostro lavoro di divulgazione. . ENGLISH: If you like and are passionate about this blog, you can help us make it grow more and more by supporting us in a concrete way by sharing posts, following social pages and with a contribution that helps us to move forward with our dissemination work.
10,00 €
-
Quando i libri diventano simboli: cosa raccontano davvero nei capolavori della pittura
🇮🇹I libri nelle opere d’arte non sono mai solo dettagli fine a sé stessi. Spesso custodiscono significati nascosti, simboli di conoscenza, fede o identità. Dal Medioevo al Rinascimento, leggere nei quadri era un gesto potente e poteva avere vari significati… 🇬🇧Books in artworks are never just details for their own sake. They often hold hidden…
-
Il Giudizio Universale di San Lorenzo: l’ultimo capolavoro dei Medici nella Firenze del Settecento
🇮🇹Nella Cupola di San Lorenzo, un affresco settecentesco segna l’addio dei Medici: il Giudizio Universale di Vincenzo Meucci… 🇬🇧In the Dome of San Lorenzo, an eighteenth-century fresco marks the farewell of the Medici: Vincenzo Meucci’s Last Judgement…
-
Andrea del Sarto, il pittore senza errori, e il suo dipinto più enigmatico agli Uffizi
🇮🇹La Madonna delle Arpie di Andrea del Sarto, il “pittore senza errori” secondo Vasari in realtà non raffigura ciò che la dicitura proclama ma sono invece le locuste dell’Apocalisse… 🇬🇧 Andrea del Sarto’s Madonna of the Harpies, the “painter without errors” according to Vasari, doesn’t actually depict what the caption proclaims, but rather the locusts…














