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Quel ciborio del San Lorenzo con le colonne di porfido sottratte a Roma

Ci fu un momento in cui papa Clemente XII de’ Medici, per rendere più ricco e funzionale il duomo di San Lorenzo a Firenze, era riuscito a reperire delle grandi colonne in porfido rosso da affidarmi per un progetto da realizzare lì dentro.

Sedetevi comodi che vi racconto anche questa cosa qua: sono assai sicuro che ancora non la conosciate.

La facciata incompiuta della Basilica di San Lorenzo a Firenze
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Orbene, era il 14 ottobre del lontano 1525 quando Giovan Francesco Fattucci, che dati alla mano era un po’ il mio agente in quel periodo storico, mi scrisse una lettera facendo da intermediario fra me e Clemente VII. Il papa aveva il desiderio mi occupassi delle cose sue e in particolare di una degna sepoltura per il predecessore Leone X de’ Medici e per lui stesso, ancora vivo e vegeto.

Inoltre avrebbe voluto realizzassi un grande ciborio a forma di baldacchino al di sopra dell’altare maggiore di San Lorenzo, appoggiato direttamente su quattro colonne di porfido.

Basilica di San Lorenzo a Firenze
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All’interno di quel complesso il papa avrebbe voluto posizionare i preziosi vasi in pietre dure che il Magnifico aveva collezionato nel corso della sua vita, riempiendoli con le reliquie dei Santi.

Quali Santi? Ve lo dico subito: oltre a quelle di San Lorenzo a cui la chiesa è dedicata, anche quelle appartenenti a San Marco papa, Santa Concordia martire e Sant’Antonio Abate.

Per reperire quelle quattro colonne, il papa non si fece troppi scrupoli nel trovarle a Roma, predisponendo il prelievo di quelle di granito orientale presso l’abbazia delle Tre Fontane, al di fuori del centro di Roma.

La Tomba di Giovanni e Piero de’ Medici del Verrocchio nella basilica di San Lorenzo a Firenze
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Dato che esitavo nel rispondere alla lettera inviatami dal Fattucci, non perse tempo e mi sollecitò con un’altra missiva scritta poco meno di un mese dopo. Mi riferiva che finalmente il papa aveva trovato le colonne in questione e che potevano essere montate su uno zoccolo più alto per assecondare le mie esigenze.

Il pontefice voleva anche realizzassi un architrave in bronzo che però doveva essere resistente sì ma sottile, per evitare che facesse la fine del Giulio II in bronzo, fuso per ottenerne una bombarda da parte dei Bentivoglio dopo la loro riconquista di Bologna.

Il mio alter ego Antonietta Bandelloni nella Basilica di San Lorenzo, a Firenze
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Dopo diverse vicissitudini, di comune accordo col papa, non realizzai più il ciborio pensato inizialmente ma una tribuna al di sopra della controfacciata che sarebbe poi servita per esporre le preziose reliquie, tutt’oggi visibile nella basilica di San Lorenzo.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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That ciborium of San Lorenzo with the porphyry columns taken from Rome

There was a time when Pope Clement XII de’ Medici, to make the cathedral of San Lorenzo in Florence richer and more functional, had managed to find large red porphyry columns to entrust to me for a project to be carried out there.

Sit back and I’ll tell you this thing here too: I’m quite sure you don’t know it yet.

Well, it was 14 October of the distant 1525 when Giovan Francesco Fattucci, who given the hand was a bit my agent in that historical period, wrote me a letter acting as intermediary between me and Clement VII. The pope wanted me to take care of his affairs and in particular of a worthy burial for his predecessor Leo X de’ Medici and for himself.

Furthermore, he would have liked me to create a large canopy-shaped canopy above the main altar of San Lorenzo, resting directly on four porphyry columns.

Inside that complex the pope would have liked to place the precious semi-precious stone vases that the Magnificent had collected in the course of his life, filling them with the relics of the saints. Which Saints? I’ll tell you right away: in addition to those of San Lorenzo to whom the church is dedicated, also those belonging to Pope San Marco, Santa Concordia martyr and Sant’Antonio Abate.

To find those four columns, the pope did not have too many scruples about finding them in Rome, arranging for the collection of those in oriental granite at the Tre Fontane abbey, outside the center of Rome.

Since I hesitated in replying to the letter sent to me by Fattucci, he wasted no time and prompted me with another missive written a little less than a month later. He told me that the pope had finally found the columns in question and that they could be mounted on a higher plinth to accommodate my needs. The pontiff also wanted me to make a bronze architrave which, however, had to be resistant but thin, to prevent it from ending up like Julius II in bronze, melted down to obtain a bombard by the Bentivoglios after their reconquest of Bologna.

After various vicissitudes, in mutual agreement with the pope, I no longer created the ciborium initially envisaged but a tribune above the counter-façade which would later be used to display the precious relics, still visible today in the basilica of San Lorenzo.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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