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La Scultura del giorno: Prometeo incatenato di Müller

La scultura del giorno che vi propongo oggi è il Prometeo incatenato, scolpito da Eduard Müller fra il 1872 e il 1879, custodita oggi nella Alte Nationalgalerie di Berlino.

L’opera, nota anche come il Prometeo compianto dalle Oceanine, raffigura il titano costretto in catene mentre le due Oceanine tentano di consolarlo.

L’aquila mandata da Zeus plana su di lui dall’alto e una delle giovani, con la mano protesa, tenta di mandarla via.

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Prometeo fu incatenato a uno scoglio confini della Terra nella regione della Scizia per punirlo dopo che ebbe donato il fuoco agli uomini, rubandolo con un sotterfugio agli dei.

Il mito narra che ogni giorno l’acquila arrivava puntualmente a ghermirlo squarciandogli il torace per mangiargli il fegato mentre la notte quelle terribili ferite guarivano. Il fegato rapidamente si riformava da solo e il mattino seguente il rito si ripeteva in modo perpetuo.

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Le Oceanine hanno il ruolo di consolatrici e tentano di alleviare le pene inflitte da Zeus a Prometeo.

Müller scolpì quest’opera adoperando un solo blocco di marmo. Osservate con attenzione come gli artigli dell’acquila afferrino la spalla di Prometeo, affondando letteralmente nelle sue carni. Si sta preparando a divorargli il fegato dopo averglielo strappato via.

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Colpisce la forza dell’Oceanina che tenta di mandare via il volatile guardando verso il cielo, quasi fosse una sfida nei confronti delle divinità che punirono così duramente il titano.

L’altra Oceanina invece è semi sdraiata sull scoglio e appoggia una mano sotto la gamba di Prometeo, reggendosi alla catena che lo rende prigioniero.

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Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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Sculpture of the day: Prometheus Bound by Müller

The sculpture of the day that I propose to you today is the chained Prometheus, sculpted by Eduard Müller between 1872 and 1879, kept today in the Alte Nationalgalerie in Berlin.

The work, also known as the Prometheus mourned by the Oceanines, depicts the titan bound in chains while the two Oceanines try to console him. The eagle sent by Zeus arrives from above and one of the young women, with an outstretched hand, tries to send it away.

Prometheus was chained to a rock on the edge of the Earth in the region of Scythia to punish him after he had given fire to men, stealing it with a subterfuge from the gods.

The myth has it that every day the eagle arrived punctually to seize him by tearing open his chest to eat his liver while those terrible wounds healed during the night. The liver quickly reformed on its own and the following morning the ritual was repeated in perpetuity.

The Oceanines have the role of comforters and try to alleviate the pains inflicted by Zeus on Prometheus.

Müller sculpted this work using a single block of marble. Observe carefully how the eagle’s claws grab Prometheus’ shoulder, literally sinking into his flesh. She is preparing to rip out and eat his liver.

The strength of the Oceanina is striking as she tries to send the bird away by looking towards the sky, as if it were a challenge to the divinities who punished the titan so severely.

The other Oceanina, on the other hand, is semi-reclining on the rock and places a hand under Prometheus’ leg, holding on to the chain that keeps him tied to the rock.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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