Ecco chi ha identificato nel Nicodemo della Pietà Bandini il mio autoritratto
“È bozzato ancora in casa sua, quattro figure di marmo nelle quali è un Christo deposto di croce“, così descrisse sommariamente il Vasari quella che oggi chiamate Pietà Bandini nella prima edizione delle vite.
Il Condivi invece aggiunse nella biografia qualche dettaglio in più, specificando dove avessi intenzione di collocarla: “Fa disegno di donar questa Pietà a qualche chiesa, ed a piè dell’altare ove fia posto farsi seppellire”
La Pietà Bandini che oggi è possibile ammirare nel Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, era dunque destinata alla mia sepoltura e quel Nicodemo che guarda Cristo esanime sembro io che osservo la mia morte.
Vi siete mai chiesti però chi e quando ha identificato nel Nicodemo un mio autoritratto scolpito nel marmo?
Ebbene, in quella figura incappucciata che sovrasta l’intera opera, posizionata in secondo piano rispetto alle altre due figure che affiancano Cristo, sono riconosciute all’unanimità le mie sembianze da molto tempo.
Quel naso da pugile, la barba, la forma del volto e finanche gli occhi seguono quelli che furono i tratti del mio volto. Il riconoscimento dell’autoritratto arriva da lontano e da qualcuno che mi conosceva abbastanza: Giorgio Vasari.
In una lettera che il caro amico Giorgio scrisse un mese dopo la mia morte, il 18 marzo del 1564, al mi nipote Lionardo Buonarroti, propone quel Nicodemo incappucciato proprio come mio autoritratto facendone accenno come “un vechio che egli ritrasse sé“.
È venutomi consideratione che Michelagniolo, d’udita io – et che lo sa anche Daniello et m. Tomao de’ Cavalieri et molti altri suoi amici, che la Pietà delle cinque figure che egli roppe la faceva per la sepoltura sua, et vorrei ritrovare, come suo erede, inn che modo l’aveva il Bandino perché, se la ricercherete per servirvene per detta sepoltura, oltre che ella è disegniata per lui, èvvi un vechio che egli ritrasse sé; et non sendo stata poi tocha da Tiberio, procurerei di averla et me ne vorrei servire per ciò…”
Giorgio Vasari
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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