La Scultura del giorno: il Mercurio volante del Giambologna
La Scultura del giorno che vi propongo oggi è il Mercurio volante del Giambologna al secolo Jean de Boulogne custodita al Bargello ma realizzata dall’artista in più repliche.
Il Mercurio ha una posa slanciata verso l’alto e proiettata in avanti come se stesse compiendo un leggiadro passo di danza senza mostrare alcuno sforzo.
Il corpo poco poderoso ma atletico e snello ha le forme di un adolescente.
Mercurio, il messaggero degli dei, ha il piede sinistro sollevata dal vento che fuoriesce dalla bocca di Zefiro, con le gote rigonfie di aria. In origine dalla bocca uscivano anche zampilli di acqua che davano l’idea di una maggiore leggerezza.
Se osservate a distanza ravvicinata proprio la zona della bocca del dio, non vi potranno sfuggire i fori dai quali un tempo uscivano i sottili getti.
Ai piedi si notano i calzari alati e sul capo si vede i petaso ovvero l’elmetto con le ali, elementi iconografici che identificano inequivocabilmente Mercurio. Con la mano sinistra sostiene il caduceo mentre il destro è proiettato in avanti e già indica la direzione di volo.
Per dar forma al Mercurio, Giambologna si ispirò alla posa del Putto con delfino del Verrocchio, rielaborandola a modo suo sfruttando il contrapposto e incrementando lo slancio in avanti per donargli un maggiore dinamismo.
«(…)e di bronzo ha fatto una statua d’un Bacco maggior del vivo e tutta tonda, et un Mercurio in atto di volare, molto ingegnoso, reggendosi sopra una gamba et in punta di piè che è stata mandata all’imperatore Massimiliano come cosa che certo è rarissima.»
Giorgio Vasari
Il Mercurio volante del Giambologna viene citato in un documento per la prima volta nel 1580, quando fu portato a termine dall’artista fiammingo e inviato alla Villa Medici di Roma, al tempo residenza del cardinale Ferdinando de’ Medici che sarebbe divenuto poi granduca.
La scultura fu collocata a coronamento di una fontana nel giardino che decorava la scalinata d’accesso alla villa.
Lì rimase fino al 1780 quando il granduca Pietro Leopoldo di Lorena lo fece rimuoverlo per sistemarlo al centro della nuova Sala dei bronzi moderni alla Galleria degli Uffizi.
Quella sala poi fu smantellata attorno al 1870 e le opere contenute, Mercurio compreso, furono trasferite al Museo Nazionale del Bargello.
Come vi ho accennato all’inizio dell’articolo, sono diverse le versioni di quest’opera che il Giambologna realizzò. Prima di quella che vedete nelle foto, esposta al Bargello, ne realizzò altre due: una da inviare a Bologna fra il 1563 e il 1564 e l’altra da inviare all’imperatore austriaco Massimiliano II, fratello di Giovanna d’Austria che sposò Francesco I, oggi andata perduta.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

Sculpture of the day: the flying Mercury by Giambologna
The Sculpture of the day that I propose to you today is Giambologna’s flying Mercury in the century Jean de Boulogne, created by the artist in multiple replicas.
Mercury has a lean upward and forward pose as if he were performing a graceful dance step without showing any effort.
The little powerful but athletic and slender body has the shapes of an adolescent. Mercury, the messenger of the gods, has his left foot lifted by the wind that comes out of Zephyr’s mouth, his cheeks puffed with air. Originally, gushes of water also came out of the mouth which gave the idea of greater lightness.
If you look closely at the area of the god’s mouth, you cannot miss the holes from which the thin jets once came out.
On the feet you can see the winged sandals and on the head you can see the petasos or the helmet with wings, no: iconographic elements that unequivocally identify Mercury. With his left hand he supports the caduceus while the right is projected forward and already indicates the direction of flight.
To give shape to Mercury, Giambologna was inspired by the pose of the Putto with dolphin by Verrocchio, reworking it in his own way by exploiting the contrapposto and increasing the forward momentum to give it greater dynamism.
Giambologna’s Flying Mercury is mentioned in a document for the first time in 1580, when it was completed by the Flemish artist and sent to the Villa Medici in Rome, at the time the residence of Cardinal Ferdinando de’ Medici who would later become Grand Duke.
The sculpture was placed to crown a fountain in the garden that decorated the access stairway to the villa.
There it remained until 1780 when Grand Duke Pietro Leopoldo of Lorraine had it removed to place it in the center of the new Room of Modern Bronzes in the Uffizi Gallery.
That room was then dismantled around 1870 and the works contained, including Mercury, were transferred to the Bargello National Museum.
As I mentioned at the beginning of the article, there are several versions of this work that Giambologna created. Before the one you see in the photos, exhibited in the Bargello, he made two more: one to be sent to Bologna between 1563 and 1564 and the other to be sent to the Austrian emperor Maximilian II, brother of Joanna of Austria who married Francesco I, now lost.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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