La Scultura del giorno: La Sibilla Libica di William Wetmore Story
La scultura del giorno che vi propongo oggi è la Sibilla Libica scolpita dall’artista statunitense William Wetmore Story.
Si tratta di un’opera poco nota esposta nell’ala americana del Metropolitan Museum di New York che vale la pena conoscere nel dettaglio. L’artista modellò questo suo lavoro nel 1860 e poi lo tradusse in marmo l’anno seguente. Story stesso ebbe modo di definire la scultura come “il mio sermone in pietra contro la schiavitù”.
L’artista per modellare la Sibilla Libica si ispirò a tutti quegli eventi che portarono direttamente alla guerra civile nel suo paese.
Le sibille erano le leggendarie profetesse dislocate in vari luoghi del bacino del Mediterraneo come per esempio a Delfi in Grecia o a Cuma in Italia e se ne fa menzione fin dal periodo arcaico della Grecia.
Le sibille non erano legate a culti particolari e profetizzavano quando si sentivano ispirate, senza il bisogno di essere interrogate.
Nella Roma repubblicana e imperiale, un collegio di sacerdoti era addetto alla custodia degli oracoli sibillini ovvero dei testi sacri di origine etrusca che venivano consultati in caso di pericoli imminenti o a catastrofe avvenuta.
In questo caso Wetmore sceglie di raffigurare la Sibilla Libica nell’istante che segue la sua profezia sul terribile destino del popolo africano. Per rendere evidente queto preciso istante, conferisce alla donna un’espressione cupa e una posizione che ha poco di quieto.
La Sibilla sfoggia un copricapo realizzato con una conchiglia di ammonite, chiamata così per il suo legame con il dio egizio Amon con lo stemma decorato con le quattro consonanti ebraiche che denotano l’Essere Supremo. Dal retro della conchiglia fuoriescono i capelli raccolti in sottili treccine.
Il ciondolo che pende dalla collana di perline è il sigillo di Salomone con i suoi simbolici triangoli intrecciati che indicano il legame fra il mondo naturale e quello spirituale.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Sculpture of the day: The Libyan Sibyl by William Wetmore Story
The sculpture of the day that I propose to you today is the Libyan Sibyl sculpted by the American artist William Wetmore Story.
It is a little-known work exhibited in the American wing of the Metropolitan Museum in New York that is worth knowing in detail. The artist modeled this work of his in 1860 and then translated it into marble the following year. Story himself was able to define the sculpture as “my sermon in stone against slavery”.
The artist to model the Libyan Sibyl was inspired by all those events that led directly to the civil war in his country.
The sibyls were the legendary prophetesses located in various places in the Mediterranean basin such as Delphi in Greece or Cuma in Italy. Mention has been made of it since the Archaic period of Greece.
The sibyls were not linked to particular cults and prophesied when they felt inspired, without the need to be questioned.
In republican and imperial Rome, a college of priests was responsible for the custody of the Sibylline oracles or sacred texts of Etruscan origin which were consulted in the event of imminent danger or after a catastrophe.
In this case Wetmore chooses to depict the Libyan Sibyl in the instant that follows his prophecy on the terrible fate of the African people. To make this precise moment clear, he gives the woman a gloomy expression and a position that has little rest.
The Sibyl sports a headdress made with an ammonite shell, so named for its link with the Egyptian god Amun with the coat of arms decorated with the four Hebrew consonants denoting the Supreme Being. From the back of the shell hair gathered in thin braids comes out.
The pendant that hangs from the beaded necklace is the Seal of Solomon with its symbolic interlocking triangles signifying the link between the natural and spiritual worlds.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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