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Il David Apollo: tutta la storia

Dopo la caduta della Repubblica Fiorentina avvenuta nell’agosto del 1530, mi misi al lavoro per scolpire un Apollo per Baccio Valori. In quel momento era niente di meno che il commissario apostolico delle truppe pontificie che di fatto governava la città, caduta di nuovo sotto l’egemonia medicea.

Era noto che avevo parteggiato ardentemente per la Repubblica e per rabbonirmi papa Clemente VII de’ Medici accettai di scolpire per il Valori l’Apollo che condussi quasi a termine come scrisse il Vasari nell’edizione Giuntina delle Vite: “…lo condusse presso al fine. Cosa rarissima, ancora che non sia finita del tutto”.

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Di fatto non consegnai mai il lavoro al committente per due ragioni ben precise. Lasciai l’opera incompiuta partendo alla volta di Roma in via definitiva e il Valori qualche anno dopo, nel 1537, fu decapitato.

Una figuretta di marmo per Baccio Valori, d’uno Apollo che cavava una freccia de ‘l turcasso

Giorgio Vasari
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Il David Apollo nel 1533 si trovava nella camera di Cosimo I de’ Medici come annotato nell’inventario del 1553, assieme ai bacco realizzati dal Sansovino e dal Bandinelli.

Sapete da dove deriva la doppia nomenclatura di quest’opera nota appunto come il David Apollo?

Ebbene, proprio nell’inventario del duca fu menzionata come David del Buonarroto imperfecto anche se dell’eroe biblico ha ben poco.

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Molto probabilmente la porzione di marmo rotondeggiante che ancora si trova al di sotto del piede destro del giovinetto fu intesa come la testa di golia ancora da sbozzare. Fatto sta che la faretra che porta sulle spalle ancora da definire e l’elegante posa che assume il corpo per estrarre le frecce non avrebbero alcun senso se l’opera in questione rappresentasse l’eroe biblico.

Il non finito del volto fa assumere al David Apollo un aspetto onirico e sognante. Chissà quale espressione avrebbe avuto il viso una volta condotto a termine.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

The David Apollo: the whole story

After the fall of the Florentine Republic in August 1530, I set to work to sculpt an Apollo for Baccio Valori. At that moment it was none other than the apostolic commissioner of the papal troops who effectively governed the city again under the Medici hegemony.

It was known that I had ardently sided with the Republic and to appease Pope Clement VII de ‘Medici I agreed to sculpt the Apollo for Valori which I almost completed as Vasari wrote in the Giuntina edition of the Lives: “… . Very rare thing, even if it is not completely finished “.

In fact, I never delivered the work to the client for two very specific reasons. I left the work unfinished, leaving for Rome definitively and Valori a few years later, in 1537, was beheaded.

A marble figurine for Baccio Valori, of an Apollo who was quarrying an arrow from the turcasso

Vasari

The David Apollo in 1533 was in the room of Cosimo I de ‘Medici as noted in the inventory of 1553, together with the Bacchus made by Sansovino and Bandinelli.

Do you know where the double nomenclature of this work known as the David Apollo comes from?

Well, precisely in the duke’s inventory he was mentioned as David del Buonarroto imperfecto even though he has very little of the biblical hero.

Most likely the portion of rounded marble that still lies below the boy’s right foot was intended as the head of a goliath still to be roughed out. The fact is that the quiver that he carries on his shoulders still to be defined and the elegant pose that the body assumes to extract the arrows would have no sense if the work in question represented the biblical hero.

The unfinished face makes David Apollo assume a dreamlike and dreamy aspect. Who knows what expression his face would have once completed.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks.

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