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I meravigliosi marmi per le sculture della Sagrestia Nuova

Tanto erano belli i marmi che scelsi a Carrara per realizzare le sculture della Sagrestia Nuova che pure il Bandinelli, non certo amico mio, ci tenne a tesserne le lodi.

Nell’agosto del lontano 1524, Marcuccio e Francione, due soci di una compagnia di cavatori, mi scrissero per riferirmi che i marmi che avevo scelto erano pronti per essere trasportati giù, fino alla costa.

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Quei marmi con molta probabilità erano le 100 carrate che avevo ordinato già nell’aprile del 1521, tre anni prima. Con il mio nulla osta sarebbero state trasportate con i buoi prima fino all’Avenza poi da lì imbarcati alla foce dell’Arno e fatti risalire prima a Pisa e poi vino a Signa sempre ovviamente via Arno.

Quei marmi arrivavano direttamente dalla cava del Polvaccio, estratti nello stesso punto in cui anni prima era stato tirato fuori il concio per la Pietà Vaticana. Precisano questo fatto sia i due soci citati prima che Topolino.

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Come vi ho accennato prima, quei marmi tanto erano belli che pure il Bandinelli che m’aveva a schifo la metà di quanto ce l’avessi io, ne parlò in questi termini:

“Io credo che i più bei marmi che fusser mai cavati da Carrara sien quelli che Michel Agnolo mirabilissimo ha lavorato e, principalmente, que dua capitani.”

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Le quattro figure in su’ chassoni, le quattro figure che sono e’ fiumi, e’ dua chapitani e la Nostra Donna che va nella sepoltura di testa sono le figure che io vorrei fare di mia mano e di queste n’è cominciate sei

Così scrissi in una lettera il Giugno del 1526
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Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

Il libro lo trovate anche QUA

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