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La casa della via de’ Martegli non mi piaceva

Il mi nipote Lionardo, dopo tanto discutere, stava per prender moglie. La questione mi stava particolarmente a cuore perché qualche erede l’avrei voluto volentieri.

Oltre a dargli consigli su quale donna fosse meglio per lui, mi interessai all’acquisto di una nuova casa dove far stabilire la nuova coppia.

A Lionardo tanto sarebbe garbata una casa in Via dei Martegli ma non m’andava gran che a genio. Visto che poi la dovevo pagare quasi per intero io, avrò avuto pure il diritto di scegliere una dimora migliore, in una zona più altolocata. A me poco m’importava d’avere una casa in un quartiere raffinato, ma volevo che perlomeno i miei eredi godessero di qualche agio in più.

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Non è strada per noi” gli scrissi, facendo un tacito riferimento al cognome di famiglia che pure lui portava. In compenso però c’era una casa in Via dei Servi assai bellina che non mi sarebbe dispiaciuto comprasse. Gli raccomandai però di guardarla con attenzione prima di concludere l’affare perché “i danari non si truovon per le strade” e i danari si sa, alla fine erano sempre i miei.

A seguire vi riporto la lettera integrale che scrissi al mi nipote Lionardo alla fine dell’aprile del 1547.

Roma, 29 aprile del 1547

Lionardo, la casa della via de’ Martegli non mi piace, perché non mi pare che sia strada da noi.

Quella dell’Arte della lana nella via de’ Servi, poi che v’è buon sodo, se è al proposito di stanze e d’altro, pigliatela e avisatemi de’ danari che vi mancano, e io subito ve gli farò pagare.

Ma abiate cura di non esser facti fare che questo romore del volere comperare una casa non facci l’incanto artifitioso. A me parrebbe di vederla, cioè che voi la vedessi prima molto bene, e informarsi della valuta e quando vedessi che ‘l prezzo non fussi g[i]usto, lasciarla a chi la vuole; perché i danari non si truovon per le strade.

Pure, come ò decto, io vi manderò i danari che mancheranno, e dovi libera commessione di torla e non la torre, come a voi pare. Altro non m’acade. Avisatemi quello arete facto.A dì venti nove aprile.Io non dico, circa la compera, che e’ s’abbi a guardare in dieci scudi, ma in una cosa disonesta.Michelagniolo Buonarroti in Roma.A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.

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Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social

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