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Il David: il contratto per la sua realizzazione

Il giorno dopo l’Assunzione in cielo della Vergine, il 16 agosto del 1501, sottoscrissi il contratto per la realizzazione del David con la corporazione dell’Arte della Lana, al tempo finanziatrice dell’Opera di Santa Maria del Fiore.

“…ad faciendum et perficiendum et perfece finendumquendam hominem, vocatum gigantem, abozatum, rachiorum novem ex marmore, existentem in dicta opera, olim abozatum per magistrum Augustinum(…) de florentia et male abozatum…”.

Il contratto fu redatto in latino, come avveniva per i documenti ufficiali all’epoca. Io però mica lo sapevo il latino e mai nemmeno volli impararlo. Con il passare del tempo pretesi che tutti i contratti venissero scritti in lingua volgare per consentire a chi sapeva leggere di poter capire cosa ci fosse scritto sopra. Già ai miei tempi era poca la gente che sapeva leggere e scrivere, figuriamoci quelli che conoscevano la lingua dei dotti. Era appunto una lingua per eruditi, principi e papi.

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Il salario pattuito nel contratto era assai modesto: si parla esplicitamente di 6 fiorini al mese per un lavoro che si sarebbe protratto per due anni.

Fatto sta che poco dopo aver cominciato a metter mano a quel blocco e mostrato quello che potevo tirarne fuori, volli modificare il contratto per ottenere uno stipendio maggiore. Da un compenso complessivo di 140 fiorini pattuiti passai a un totale di 200 fiorini.

Non cominciai immediatamente a metter mano al marmo dopo aver siglato il contratto ma di subbia e martello iniziai a lavorare a settembre. Non fu un capriccio ma tale data era stata specificata a margine del contratto in una postilla:

“Incepit dictus Michelangelus laborare et sculpire dictum gigantem die 13 settembris 1501 ed die lunede mane, quamquam prius videlicet die 9 eiusdem uno vel duobus ictibus scarpelli substulisset quoddam nodum quem habebat in pectore: sed dicta die incepit firmiter et fortier laborare, dicta die 13 et die lune summo mane”

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Non m’andava a genio che venissero a vedere tutti ciò che stavo facendo e volli fossero fatte realizzare attorno al cantiere delle alte pareti in muratura. Preferivo di gran lunga stare al riparo da sguardi indiscreti per lavorare concentrato senza distrazioni e soprattutto senza scocciatori nei dintorni.

A proposito, sapete dove scolpìì il David?

Proprio dov’è oggi il Museo dell’Opera del Duomo, sul lato destro di Santa Maria del Fiore. Così quando vi capiterà di visitare questo meraviglioso museo che fra le altre opere custodisce anche la mia Pietà Bandini, vi ricorderete che proprio in quei locali diedi forma al colossale David.

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Il 13 settembre del 1501 quindi cominciai a metter mano a scalpello e martello per realizzare quella che continua a essere anche oggi una delle sculture più celebri e ammirate in assoluto: il David.

La prima cosa che feci fu togliere un certo nodo di marmo che il blocco aveva all’altezza del petto.

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Chissà perché lo scultore che aveva tentato di tirarci fuori qualcosa prima di me, aveva lasciato quella sporgenza proprio lì: valli a capire certi artisti.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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