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Non feci parsimonia di pose

Nel Giudizio Universale non feci parsimonia di pose. Riprodussi i corpi in qualsiasi atteggiamento, nessuno escluso.

Pare quasi un trattato di anatomia con corpi raffigurati in ogni posizione possibile e con scorci prospettici mozzafiato. Nessuna posa è casuale ma studiata nel dettaglio.

Il Giudizio Universale mi costò parecchia fatica perché oramai non ero più l’aitante giovanotto del David né della volta della Sistina.

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Seguitavo a dipingere fino a notte fonda e al mattino mi presentavo sul cantiere di buonora. Di tempo per dormire e riposare non ne avevo: desideravo concludere in fretta l’affresco per dedicarmi poi di nuovo alla tomba di Giulio II.

Da tanto che ero stanco cascai anche dai ponteggi e precipitai sul pavimento rompendomi una gamba. Dovetti stare per un po’ di tempo a letto e mi rinchiusi in casa sconsolato. Non volevo vedere nessuno tanto era lo sconforto e mandai via anche il dottore che mi aveva inviato il papa.

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Scrisse il Condivi sul Giudizio Universale:Il rispetto e l’amore di Papa Paolo per Michelangelo tanto era grande che non voleva mai causargli dispiacere. In questo dipinto Michelangelo espresse tutto ciò che l’arte della pittura può fare con la figura umana, senza omettere un atteggiamento o un gesto”.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti.

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