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Al lavoro per la fusione del Giulio II in bronzo

Era il luglio del 1507 e mi trovavo in quel di Bologna alle prese con la complicata fusione dell’immenso Giulio II in bronzo da collocare sopra il portale di San Petronio.

Il caldo della stagione era reso insopportabile dal sommarsi del caldo prodotto dalla fornace. Per portare a compimento la difficile impresa mi feci aiutare da tre validissimi assistenti: Pietro Urbano, Ludovico del Buono e Lapo D’Antonio. Avevamo trovato una piccola casetta nella quale poter passare le notti ma tanto l’era piccina che bisognava condividere il letto: e capirai! Di giorno si sudava anche l’anima e di notte pure. Vi immaginare dormire in un letto con quaranta gradi all’ombra?

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Il 12 luglio presi carta e penna per scrivere qualche riga al mi fratello Buonarroto a Firenze. Era il momento in cui stavo poco a poco scoprendo l’opera per controllare se la fusione fosse andata a buon fine. Non fu affatto facile realizzare una fusione unica di un cosone di cinque tonnellate, alto quasi cinque metri.

Mi sarebbero serviti mesi per rifinirla e raccomandai Buonarroto di non mandarmi altri assistenti: mi costavano un occhio della testa e già avevo speso fin troppo.

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Vi riporto la lettera a seguire.

Bologna, 12 luglio del 1507

Buonarroto, la chosa mia poteva venire molto meglio e anchora molto peggio tant’è ch’ella è venuta tucta, per quello che io posso comprendere, ché ancora non l’ò scoperta tucta.

Stimo ci sarà qualche mese di tempo a rinectarla, perché è venuta mal necta; o pure bisogna ringratiare Idio, perché, come dico, poteva venire peggio. Quando ti fussi dicto niente da sSalvestro del Pollaiolo o da altri, di’ loro che io non ò bisogno de persona, acciò che qua non s’aviassi qualchuno sopra le spalle mia; perché i’ ò speso tanto, che e’ non m[i re]sta a pena da poterci stare io, non che tenere altri.

Di quest’altra sectimana t’aviserò; che io arò scoperta tucta la figura.Michelagniolo in Bolognia. A Buonarroto di Lodovicho di Buonarrota Simoni in Firenze. Data in boctega di Lorenzo Strozi, Arte di Lana, im Porta Rossa, Firenze.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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