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25 aprile 1785: nasce a Carrara lo scultore Carlo Finelli

Era il 25 aprile del 1785 quando nella città di Carrara venne alla luce Carlo Finelli. Un frugoletto indifeso e infreddolito che da lì a qualche anno avrebbe cominciato a imparare l’arte della scultura col babbo. Carlo era figlio d’arte e da generazioni la sua era una famiglia di abili scultori.

Fra i suoi avi c’era anche il celebre scultore barocco Giuliano Finelli che ha lasciato ai posteri opere di una raffinatezza unica. Crebbe artisticamente nella scuola di Gian Lorenzo Bernini e fu un maestro del traforo tanto da saper trasformare il marmo di Carrara in leggerissimo pizzo quasi impalpabile come nel Busto di Barberini Duglioli del 1627.

 Busto di Maria Barberini Duglioli, scolpito da Giuliano Finelli ( avo di Carlo Finelli) nel 1627


A soli quindici anni Carlo Finelli vinse un importante premio per giovani talenti e partì alla volta di Firenze prima e per Milano poi. Qualche anno dopo, nel 1807, si trasferì a Roma andando ad abitare col su fratello Piero, scultore pure lui che in quel momento faceva parte degli artisti della cerchia del Canova.

Le ore danzanti del Finelli – Hermitage

Nel 1810 fu chiamato a decorare la Sala dello Zodiaco del Palazzo del Quirinale in vista dell’arrivo a Roma di Napoleone, cosa che poi non accadde. Per la sala realizzò il grande stucco con il Trionfo di Giulio Cesare. Successivamente, su accorato consiglio del Canova, si mise al lavoro per realizzare i busti in marmo del Ghiberti, dell’Ariosto e del Masaccio.

In quel periodo iniziarono ad arrivargli numerose commissioni soprattutto da persone facoltose russe e inglesi. Fra le opere più mirabili del Finelli vale la pena menzionare le Ore Danzanti palesemente ispirate alle Tre Grazie del Canova e Venere che nasce da una conchiglia.

Carlo Finelli era un eterno insoddisfatto e chiedeva alle sue doti di scultore sempre di più. Con l’avvicinarsi della fine dei suoi pensò di distruggere tutti i suoi modelli lasciando scritto nel suo testamento di farne macerie. Finelli passò a miglior vita proprio nel suo studio romano il  6 settembre del 1853.

Venere che esce da una conchiglia del Finelli

Il libro

Se volete approfondire la vostra conoscenza sul Finelli vi consiglio la monografia completa edita da Silvana Editoriale. Finelli ebbe un ruolo importante sulla scena artistica romana ma anche su quella internazionale nella prima metà dell’Ottocento.

Nel libro ritroverete tutta la sua biografia e il suo percorso formativo corredato dall’intera catalogazione di tutte le sue opere arrivate fino ai giorni vostri. Lo trovate QUA.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

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