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Le tre porte del Battistero: la storia

Da pochi giorni le tre porte del Battistero di San Giovanni sono tornate a essere visibili l’una accanto all’altra nel percorso museale dell’Opera del Duomo di Firenze.

FIRENZE – Opificio delle pietre dure, avanzamento del restauro della porta sud del battistero foto Opera del Duomo Firenze/ Claudio Giovannini

Le tre porte sono state sottoposte un attento restauro realizzato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. La prima porta del Battistero a essere sostituita con una copia è stata nel 1990 quella del Paradiso, realizzata dal Ghiberti. E’ rimasta in restauro fino al 2012 e a seguire è stata la porta Nord sempre del Ghiberti e infine quella Sud di Andrea Pisano che in ordine temporale fu la prima ad essere realizzata in realtà.

FIRENZE – Opificio delle pietre dure, avanzamento del restauro della porta sud del battistero foto Opera del Duomo Firenze/ Claudio Giovannini

Gli spostamenti delle porte nel corso dei secoli

Sapete, le tre Porte del Battistero furono rimosse dalla loro collocazione abituale già nel 1943 quando imperversavano i venti di guerra. Furono sistemate in una galleria ferroviaria a Incisa Valdarno e risistemate al loro posto nel 1948.

L’alluvione del 1966 danneggiò in modo importante tutte e tre le porte. Furono ripulite dal fango e riattaccate le parti distaccate delle formelle ma poco a poco non solo le dorature si opacizzarono ma fu evidente che c’era la necessità di effettuare un intervento di restauro importante.

La Porta Sud di Andrea Pisano

La Porta Sud è decorata con le scene della vita di San Giovanni Battista ed è la più antica delle tre. Fu realizzata fra il 1330 3 il 1336 da colui che nei documenti del tempo veniva definito il maestro delle porte: Andrea Pisano.

La porta in bronzo e oro pesa otto tonnellate e grazie al recente restauro sono tornate alla luce dorature che non erano più visibili.

FIRENZE – visione delle porte del battistero dopo il restauro foto Opera di Santa Maria del Fiore / Claudio Giovannini

La porta è formata da 28 formelle, allineate in sette file di quattro. Le prime venti formelle raccontano la vita di San Giovanni Battista mentre le otto rimanenti propongono le personificazioni delle tre virtù teologali, l’umiltà e le quattro virtù cardinali.

La cornice del portone fu realizzata su disegno del Ghiberti dal su figliolo Vittorio Ghiberti e dalla sua bottega. La porta fu coronata con i gruppo scultoreo del Battista col Carnefice durante l’esecuzione e Salomè, un’opera di Vicenzo Danti che oggi è stata sostituita con una copia. Sia il gruppo originale di Danti che la Porta Sud originale si trovano oggi all’interno del Grande Museo del Duomo.

La porta Nord di Lorenzo Ghiberti

La Porta Nord fu progettata e realizzata dal Ghiberti e, come quella di Pisano, è divisa in 28 formelle. Le 20 formelle posizionate nella parte alta raccontano storie del Nuovo Testamento mentre più in basso sono raffigurati i quattro Evangelisti e i quattro dottori della Chiesa.

La porta in origine era stata sistemata a est ma fu riposizionata a Nord per dare maggior lustro alla più bella Porta del Paradiso, realizzata sempre dal Ghiberti successivamente.

OPERA SANTA MARIA DEL FIORE Opificio delle pietre dure Restauro della Porta Nord Foto Gianluca Moggi/NEWPRESSPHOTO OPERA SANTA MARIA DEL FIORE Opificio delle pietre dure Restauro della Porta Nord, diretto dalla prof.ssa Maria Donata Mazzoni Foto Gianluca Moggi/NEWPRESSPHOTO

La porta Est o del Paradiso di Lorenzo Ghiberti

La Porta del Paradiso è quella sicuramente più celebre. E’ ripartita in 10 riquadri grandi rettangolari sistemati su cinque file, ciascuno decorato da tondi con le teste dei profeti. Tutti i riquadri raccontano scene prese dall’Antico Testamento.

Fu la porta maggiormente danneggiata dall’alluvione del 1966 ed è stata la prima ad essere restaurata e sistemata all’interno del Grande Museo del Duomo. Sopra la porta è visibile in grande gruppo scultoreo del Sansovino con il Battesimo di Gesù del 1502 e l’Angelo aggiunto a fine Settecento di Spinazzi.

Fate caso a una cosa curiosa: la copia della porta che oggi è quella visibile al Battistero, è affiancata da due colonne in porfido. Sono quelle donate a Firenze da Pisa come ringraziamento per l’aiuto che la città aveva prestato per combattere gli infedeli in una battaglia alle Baleari risalente al 1115.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti

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