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L’ultima lettera di mano mia

Quella che segue è l’ultima lettera che scrissi interamente di pugno mio. Ne esiste una successiva nella quale però Daniele da Volterra mi aiutò a terminare di mettere nero su bianco le parole che mi passavano per la mente.

Vecchio e stanco, l’ora mia era quasi arrivata. Quando misi mano a queta carta, era il 28 dicembre del 1563. Non sapevo con certezza quanto tempo ancora sarei rimasto fra i mortali ma ero stanco, molto stanco anche se continuavo a scolpire, lavorando di forza con martello e scalpello alla soglia dei novant’anni.

Roma, 28 dicembre del 1563

Lionardo, ebbi la tua ultima con dodici marzolini begli e buoni te ne ringratio, rallegrandomi del vostro buon essere, e ‘l simile è di me. E avendo ricevuto pel passato più tua, e non avendo risposto, è mancato perché la mano non mi serve; però da ora inanzi farò scrivere altri e io soctoscriverò. Altro non m’achade.Di Roma, a dì 28 di dicembre 1563.Io Michelagniolo Buonarroti.A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti

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