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Dopo Tommaso non fui più mio

Ci fu un prima e un dopo: un prima d’aver incontrato il giovine che mi sconvolse la vita e il dopo con lui sempre nella mente e nel cuore. Nessuno e niente riuscì ad allontanarmi da quello che fu l’amore della mia vita. Certo, poi lui mise su famiglia ma l’amore che ci legò ci fece star vicini per il resto della vita.

Sul letto di morte, ad accompagnarmi per mano nell’aldilà, c’era lui che mi leggeva assieme ad altri cari amici i passi della passione di Cristo. Oltre a mirabili disegni, dedicai anche a lui questi versi che ancora mi ripeto nella testa come fossero un mantra.

Al mio Tommaso, a colui che sempre mi fu vicino col corpo, con la mente e col cuore

 Come può esser ch’io non sia più mio?
    O Dio, o Dio, o Dio,
chi m’ha tolto a me stesso,
c’a me fusse più presso
o più di me potessi che poss’io?
    O Dio, o Dio, o Dio,
come mi passa el core
chi non par che mi tocchi?
    Che cosa è questo, Amore,
c’al core entra per gli occhi,
per poco spazio dentro par che cresca?
    E s’avvien che trabocchi?

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

Ratto_Ganimede_Michelangelo.jpg

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