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Artisti e viaggiatori di fine ‘500: tutti pazzi per la Sagrestia Nuova

A partire dal 1545, anno in cui il Tribolo iniziò a sovrintendere ai lavori della Sagrestia Nuova, furono in molti quelli videro le mie sculture là dentro. Divenne una meta imperdibile per viaggiatori e gli artisti che da quel momento in poi ebbero più facile accesso a questo luogo.

Anton Francesco Doni, a un amico in partenza per Firenze nel lontano 1549, consigliò di vedere la “Sagrestia di Michelangelo, et abbiate avvertenza non vi rapire in estasi nel considerare quelle figure di marmo, et di non vi transmutare in pietra. Non pure fa meravigliare gli spiriti, ma rubba l’anime di coloro che la mirano”.

Christian Maidana aurora b
L’Aurora in una foto di Christian Maidana
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La Sagrestia Nuova con la sua architettura ma soprattutto con le sculture che da secoli la arricchiscono, nella seconda metà del Cinquecento era diventata un vero e proprio punto di ritrovo per gli artisti.. S’era sparsa la voce fosse un luogo meraviglioso, imperdibile, da studiare e da vedere almeno una volta nella vita.

70 - Federico Zuccari, Artisti nella Sagrestia nuova (1575-79), Louvre, Parigi
Artisti nella Sagrestia Nuova di Federico Zuccari. Museo del Louvre, Parigi
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Dopo l’istituzione dell’Accademia delle Arti e del Disegno, avvenuta nel 1563, la Sagrestia Nuova divenne un po’ il luogo preferito dagli artisti non solo per studiare dal vero le opere mie ma anche per celebrare le solennità accademiche.

Federico Zuccari realizzò due disegni nella Sagrestia, entrambi conservati al Louvre, che ben evidenziano il via vai di persone interessate all’arte. In uno si vede bene un bimbetto intento a disegnare posizionato all’estrema sinistra e seduto fra il San Damiano e la Madonna Medici. Nel medesimo disegno fa la sua comparsa anche un cagnolino sdraiato sul pavimento.

Federico Zuccari, Louvre Museum
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Addirittura l’incisore olandese Cornelis Cort, molto noto al tempo per aver tradotto in incisione molte opere di Raffaello, venne incaricato da Cosimo I de’ Medici di realizzare una serie di incisioni raffiguranti proprio le tombe dei Medici, oggi conservate presso il Gabinetto delle Stampe e dei Disegni degli Uffizi.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

 

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